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    <title>Le notizie di Survival International</title>
    <description>Notizie sui popoli tribali di ogni parte del mondo</description>
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      <title>Gruppo di “Premi Nobel Alternativi” si appella al Presidente del Botswana in difesa dei Boscimani</title>
      <description>&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="249" style="float: right; margin-left: 1.5em; margin-bottom: 0.5em"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/751/BOTS-BUSH-SC-04-B7-009_screen.jpg" class="image_zoom" title="Xoroxloo Duxee, morta di disidratazione dopo la chiusura del pozzo dell'acqua dei Boscimani."&gt;&lt;img style="border: 1px solid #3d3d3d" src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/751/BOTS-BUSH-SC-04-B7-009_news_medium.jpg" width="249" height="166" alt="Xoroxloo Duxee, morta di disidratazione dopo la chiusura del pozzo dell'acqua dei Boscimani." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 0; color: #3d3d3d;"&gt;Xoroxloo Duxee, morta di disidratazione dopo la chiusura del pozzo dell'acqua dei Boscimani.&lt;br /&gt;&lt;small style="font-size: 0.75em; color: #999999;"&gt;© Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;Oltre trenta vincitori del Right Livelihood Award, noto come “Premio Nobel Alternativo”, hanno firmato una lettera aperta al Presidente del Botswana Ian Khama, sollecitandolo a permettere ai &lt;a href="/popoli/boscimani"&gt;Boscimani del Kalahari&lt;/a&gt; di accedere all’acqua.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’appello viene lanciato in concomitanza con l’arrivo a Stoccolma degli esperti internazionali per la Settimana mondiale dell’Acqua, e appena prima della conferenza del &lt;a href="http://www.rightlivelihood.org/rla30.html"&gt;Right Livelihood Award&lt;/a&gt; che si terrà a Bonn dal 14 al 18 settembre. A luglio le Nazioni Unite avevano dichiarato &lt;a href="/notizie/6309"&gt;l’acqua un diritto umano fondamentale&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Definendo “imperdonabili” le azioni del governo, i premi “Nobel alternativi” sollecitano le autorità a “concedere ai Boscimani l’accesso all’acqua sulle loro terre e a collaborare con loro per garantire un futuro sostenibile a tutti”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella lettera, i vincitori del premio esprimono anche preoccupazione per la salute dei Boscimani, a cui è stato proibito di accedere al pozzo da cui dipendono per procurarsi l’acqua nella Central Kalahari Game Reserve. “Senza l’accesso all’acqua, che è un diritto umano fondamentale”, si legge nel documento, “stentano a mantenere il loro stile di vita nelle loro terre”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 2002, il Botswana sfrattò i Boscimani dal Kalahari e lì trasferì a forza in campi di reinsediamento fuori dalla riserva. Con l’aiuto di Survival, i Boscimani trascinarono il governo in tribunale e, quattro anni dopo, &lt;a href="/notizie/2130"&gt;la Corte Suprema emise una sentenza storica&lt;/a&gt;, con cui riconosceva il loro diritto a vivere nelle terre ancestrali. Nel 2005 l’organizzazione boscimane &lt;a href="http://www.iwant2gohome.org/"&gt;First People of the Kalahari&lt;/a&gt; aveva ricevuto il “Right Livelihood Award” per la lotta per in difesa dei diritti del suo popolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A dispetto della sentenza, il governo rifiuta di concedere ai Boscimani la riapertura di un pozzo smantellato e sigillato durante gli sfratti del 2002, costringendo i Boscimani a compiere faticosi viaggi per procurarsi acqua al di fuori della riserva. Contemporaneamente, però, ha fatto scavare nuovi pozzi per abbeverare gli animali selvatici e ha permesso alla &lt;a href="/notizie/5710"&gt;Wilderness Safaris&lt;/a&gt; di costruire nell’area un complesso turistico di lusso con piscina. In un futuro non lontano, è probabile che autorizzerà anche lo sfruttamento di una &lt;a href="/notizie/6221"&gt;miniera di diamanti nei pressi di un villaggio boscimane&lt;/a&gt; e lo scavo di nuovi pozzi di servizio, ma solo a condizione che non siano utilizzati per dare acqua ai Boscimani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In luglio un giudice della Corte Suprema &lt;a href="/notizie/6266"&gt;ha respinto la richiesta dei Boscimani&lt;/a&gt; di utilizzare il pozzo esprimendo simpatia per la tesi del governo secondo cui i Boscimani sarebbero “responsabili dei disagi che sono costretti a sopportare”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Siamo grati a tutti i premi Nobel per averci aiutati” ha dichiarato il portavoce boscimane Jumanda Gakelebone. Khama deve sapere di essere sotto gli occhi di molti attivisti per i diritti umani, in tutto il mondo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ecco il testo della lettera:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Caro Presidente Khama,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;noi sottoscritti, tutti vincitori del “premio Nobel alternativo”, siamo profondamente preoccupati per il benessere dei nostri amici e colleghi, i Boscimani della Central Kalahari Game Reserve. Senza accesso all’acqua, che è un diritto umano fondamentale, stentano a mantenere il loro stile di vita nelle terre ancestrali.&lt;br /&gt;
Tutti i Boscimani vogliono poter usare il pozzo da cui hanno attinto l’acqua fino a quando non sono stati illegalmente sfrattati dalle loro terre. Negarglielo è imperdonabile.&lt;br /&gt;
La sollecitiamo a permettere ai Boscimani di accedere all’acqua sulle loro terre, e a collaborare con loro per garantire un futuro sostenibile a tutti. Per citare le parole di Roy Sesana, “Non siamo qui per noi stessi. Siamo qui l’uno per l’altro, e per i figli dei nostri pronipoti”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In fede,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ibrahim Abouleish (Egitto)&lt;br /&gt;
Marcos Aran, International Baby Food Action Network (Messico)&lt;br /&gt;
András Biró/Hungarian Foundation for Self-Reliance (Ungheria)&lt;br /&gt;
Carmel Budiardjo (Regno Unito)&lt;br /&gt;
Tony Clarke (Canada)&lt;br /&gt;
Erik Dammann/The Future in Our Hands (Norvegia)&lt;br /&gt;
Hans-Peter Duerr (Germania)&lt;br /&gt;
Samuel Epstein (&lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;
Anwar Fazal (Malesia)&lt;br /&gt;
Festival Internacional de Poesía de Medellín (Colombia)&lt;br /&gt;
Johan Galtung (Norvegia)&lt;br /&gt;
Wes Jackson/The Land Institute (&lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;
Katarina Kruhonja (Croazia)&lt;br /&gt;
Ida Kuklina/The Committee of Soldiers’ Mothers of Russia (Russia)&lt;br /&gt;
Manfred Max-Neef (Cile)&lt;br /&gt;
Pat Mooney (Canada)&lt;br /&gt;
Alice Tepper Marlin (&lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;
Movement for the Survival of the Ogoni People (Nigeria)&lt;br /&gt;
Nicanor Perlas (Filippine)&lt;br /&gt;
Raúl Montenegro (Argentina)&lt;br /&gt;
Juan Pablo Orrego/ Grupo de Acción por el Biobío (Cile)&lt;br /&gt;
Kerala Sastra Sahitya Parishad (India)&lt;br /&gt;
Right Livelihood Award Foundation (Svezia)&lt;br /&gt;
Mycle Schneider (Francia)&lt;br /&gt;
Suciwati, wife of late Munir (Indonesia)&lt;br /&gt;
Hannumappa Sudarshan, &lt;span class="caps"&gt;VGKK&lt;/span&gt; (India)&lt;br /&gt;
Vesna Terselic (Croazia)&lt;br /&gt;
Trident Ploughshares (Regno Unito)&lt;br /&gt;
John F. Charlewood Turner (Regno Unito)&lt;br /&gt;
Judit Vásárhelyi, on behalf of Duna Kör (Ungheria)&lt;br /&gt;
Alla Yaroshinskaya (Russia)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/documents/425/Lettera_RLA_IT.pdf"&gt;&lt;strong&gt;Scarica la lettera come documento &lt;span class="caps"&gt;PDF&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/K7OoWwUyGJI" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Fri, 03 Sep 2010 13:08:00 +0100</pubDate>
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    <item>
      <title>Diritto all’acqua: i Boscimani ricorrono in appello</title>
      <description>&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="249" style="float: right; margin-left: 1.5em; margin-bottom: 0.5em"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/568/Xoroxloo_Duxee_screen.jpg" class="image_zoom" title="Xoroxloo Duxee morta di disidratazione dopo la chiusura del pozzo dell'acqua dei Boscimani."&gt;&lt;img style="border: 1px solid #3d3d3d" src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/568/Xoroxloo_Duxee_news_medium.jpg" width="249" height="166" alt="Xoroxloo Duxee morta di disidratazione dopo la chiusura del pozzo dell'acqua dei Boscimani." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 0; color: #3d3d3d;"&gt;Xoroxloo Duxee morta di disidratazione dopo la chiusura del pozzo dell'acqua dei Boscimani.&lt;br /&gt;&lt;small style="font-size: 0.75em; color: #999999;"&gt;© Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="/popoli/boscimani"&gt;I Boscimani&lt;/a&gt; hanno deciso di ricorrere in appello contro la decisione dell’Alta Corte del Botswana che ha negato loro il diritto di accedere alle fonti d’acqua del loro territorio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In luglio, il giudice Justice Walia &lt;a href="/notizie/6266"&gt;aveva respinto la loro richiesta di utilizzare il pozzo presente nelle loro terre&lt;/a&gt;, nella Central Kalahari Game Reserve, esprimendo simpatia per la posizione del governo secondo cui “avendo deciso di abitare in un luogo remoto e scomodo, [i Boscimani] sono responsabili di qualsiasi disagio gli capiti di soffrire”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sentenza era stata emessa solo una settimana prima che l’Onu riconoscesse quello &lt;a href="/notizie/6309"&gt;all’acqua come un diritto umano fondamentale&lt;/a&gt;. È stata anche condannata dalla Commissione africana per i diritti dell’uomo e dei popoli, massimo organismo per i diritti umani dell’Africa, per la negazione del “diritto alla vita” sancito nella Carta africana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il governo del Botswana aveva sfrattato i Boscimani dalle loro terre nel 2002, compiendo un atto poi &lt;a href="/notizie/2130"&gt;riconosciuto come illegale e incostituzionale&lt;/a&gt; dall’Alta Corte. Ciò nonostante, il governo continua a ostacolare il ritorno dei Boscimani a casa impedendo loro l’accesso al pozzo da cui dipendono per procurarsi l’acqua. Senza il pozzo, sono costretti ad affrontare duri cammini per procurarsi da bere fuori dalla riserva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I Boscimani hanno intentato un caso giudiziario per vedersi riconoscere il diritto di utilizzare il pozzo che il governo ha smantellato e sigillato durante gli sfratti del 2002. Anche se i Boscimani si sono offerti di raccogliere i fondi per rimetterlo in funzione, il governo nega loro il permesso di farlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Contemporaneamente, però, ha fatto scavare nuovi pozzi nella riserva per abbeverare gli animali e ha autorizzato l’apertura di un &lt;a href="notizie/5710"&gt;omplesso turistico della Wilderness Safaris&lt;/a&gt; con bar e piscina nella terra dei Boscimani, ed è in procinto di dare il via libera all’apertura di una &lt;a href="/notizie/6221"&gt;miniera di diamanti presso una delle comunità&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il presidente del Botswana Ian Khama, membro del Consiglio dell’associazione ambientalista Conservation International, ha descritto lo stile di vita dei Boscimani come “un’arcaica fantasia”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Come ogni altro essere umano” ha dichiarato Jumanda Gakelebone, “non possiamo vivere senz’acqua. Noi, i Boscimani, ci appelliamo per un nostro diritto umano fondamentale, e il mondo sta a guardare.”&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/LyWTl-dZS3M" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Wed, 01 Sep 2010 09:11:00 +0100</pubDate>
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    <item>
      <title>La Norvegia iscrive il gigante del legname Samling nella sua lista nera</title>
      <description>&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="249" style="float: right; margin-left: 1.5em; margin-bottom: 0.5em"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/329/MAL-PEN-AR-97_screen.jpg" class="image_zoom" title="Taglialegna sistemano tronchi abbattuti nella terra dei Penan."&gt;&lt;img style="border: 1px solid #3d3d3d" src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/329/MAL-PEN-AR-97_news_medium.jpg" width="249" height="166" alt="Taglialegna sistemano tronchi abbattuti nella terra dei Penan." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 0; color: #3d3d3d;"&gt;Taglialegna sistemano tronchi abbattuti nella terra dei Penan.&lt;br /&gt;&lt;small style="font-size: 0.75em; color: #999999;"&gt;© Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;Sulla base di motivazioni etiche, il governo della Norvegia ha escluso il gigante del legname malese Samling dai suoi fondi pensione. La Samling sta disboscando le ultime foreste che rimangono alla tribù dei &amp;#8220;cacciatori-raccoglitori Penan&amp;#8221;/popoli/penan.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Ministero norvegese delle Finanze ha venduto il pacchetto azionario su raccomandazione del proprio Consiglio Etico per i fondi pensione che ha indagato sulle attività della compagnia trovando prove di sistematico taglio illegale del legname e di “estesi danni alle foreste e all’ambiente”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.regjeringen.no/en/dep/fin/press-center/Press-releases/2010/three-companies-excluded-from-the-govern.html?id=612790"&gt;Annunciando il ritiro delle quote della Samling e di altre due compagnie&lt;/a&gt;, il Ministro delle Finanze Sigbjørn Johnsen ha dichiarato che “la decisione di escludere queste compagnie… si basa sulle valutazioni del Consiglio Etico secondo cui esse contribuiscono, o sono esse stesse responsabili, ad attività assolutamente contrarie all’etica”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Samling ha devastato gran parte della terra dei Penan del Sarawak, nella parte malese del Borneo. I Penan dipendono dalla foresta per procurarsi cibo e riparo, e la sua distruzione per mano delle compagnie del legname li ha gettati sul lastrico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel dicembre 2009, cinque comunità penan hanno intentato due cause contro le filiali della Samling. Un procedimento penale promosso da un’altra comunità penan è in sospeso dal 1998.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“La Samling vuole abbattere tutti gli alberi della nostra foresta. Quando entreranno nell’area, perderemo tutto” ha dichiarato a Survival un uomo Penan.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Se tutti gli investitori responsabili, in particolar modo quelli che utilizzano denaro pubblico, evitassero compagnie che violano i diritti dei popoli tribali e distruggono le loro terre” ha dichiarato oggi Stephen Corry, Direttore Generale di Survival International”, manderebbero un chiaro e tanto a lungo atteso segnale alle società di tutto il mondo. Queste compagnie dovrebbero essere molto semplicemente boicottate; il ritiro degli investimenti della Norvegia è quindi un concreto passo avanti nella giusta direzione”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Leggi le &lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/documents/408/Norwegian_Council_on_Ethics_recommendation.pdf" title="in inglese"&gt;raccomandazioni raccomandazione del Consiglio etico norvegese&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sempre per motivazioni di ordine etico, tempo fa il governo norvegese aveva venduto le sue azioni Vedanta. Molti altri grandi investitori &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/5531"&gt;ne seguirono poi l’esempio&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/pQvwF7pkgl4" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Mon, 30 Aug 2010 13:57:00 +0100</pubDate>
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    <item>
      <title>Lula firma la “condanna a morte” del fiume amazzonico Xingu</title>
      <description>&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="249" style="float: right; margin-left: 1.5em; margin-bottom: 0.5em"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/433/Dance_line_arc_screen.jpg" class="image_zoom" title="Indiani Kaiapò manifestano contro la diga Belo Monte."&gt;&lt;img style="border: 1px solid #3d3d3d" src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/433/Dance_line_arc_news_medium.jpg" width="249" height="166" alt="Indiani Kaiapò manifestano contro la diga Belo Monte." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 0; color: #3d3d3d;"&gt;Indiani Kaiapò manifestano contro la diga Belo Monte.&lt;br /&gt;&lt;small style="font-size: 0.75em; color: #999999;"&gt;© T Turner&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;Il Presidente del Brasile Lula ha firmato un contratto che permette l’avanzamento dei lavori della controversa mega diga Belo Monte sul fiume Xingu, in Amazzonia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Penso che questa sia una vittoria per il settore energia del Brasile” ha dichiarato Lula.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se costruita, la Belo Monte diventerà la terza diga più grande al mondo. Devasterà l’ambiente e metterà a repentaglio le vite di migliaia di indigeni che vivono nell’area compromettendo seriamente le loro terre e le loro fonti di sostentamento alimentare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcuni esperti hanno segnalato che il progetto ha gravi difetti di progettazione. Walter Coronado Antunes, ex Segretario dell’Ambiente dello stato di São Paulo, lo ha descritto come “il peggior progetto ingegneristico nella storia delle dighe idroelettriche del paese, e forse di qualunque progetto di quel tipo nel mondo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli Indiani e i rappresentanti di varie organizzazioni umanitarie e ambientaliste si sono recati nella capitale del paese Brasilia per protestare contro la firma del contratto di Lula. “Il governo ha siglato una condanna a morte per il fiume Xingu e ha condannato migliaia di residenti allo sfratto” hanno dichiarato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Organizzazioni brasiliane e internazionali hanno pubblicato una Dichiarazione contro la diga Belo Monte descrivendo la sua approvazione come una “sentenza di morte per il fiume Xingu” e uno “scandaloso affronto alle convenzioni internazionali sui diritti umani, alla legge e alla costituzione brasiliane”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Marcos Apurinã della &lt;span class="caps"&gt;COIAB&lt;/span&gt; (Organismo per la Coordinazione delle Organizzazioni Indigene dell’Amazzonia brasiliana) ha dichiarato: “Il nostro governo si vanta di essere un esempio per il mondo. Ma qui in Brasile, almeno per quanto riguarda i popoli indigeni, il suo comportamento non è per nulla esemplare!”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli Indiani minacciano che &lt;a href="/notizie/5816"&gt;se la diga verrà costruita, potrebbe cominciare una &lt;em&gt;guerra&lt;/em&gt; e che lo Xingu potrebbe diventare un &lt;em&gt;fiume di sangue&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hanno quindi organizzato &lt;a href="/notizie/6395"&gt;numerose manifestazioni di protesta&lt;/a&gt; contro il progetto. Insieme a esperti, organizzazioni umanitarie, ambientaliste e il Pubblico Ministero del Brasile, oggi centinaia di Indiani stanno partecipando a una manifestazione contro la diga Belo Monte e contro le dighe previste sui fiumi &lt;a href="/notizie/5955"&gt;Madeira&lt;/a&gt;, Teles, Pires e Tapajós.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Survival International ha recentemente pubblicato un &lt;a href="/notizie/6328"&gt;rapporto che fa luce sul devastante impatto delle dighe sui popoli tribali di tutto il mondo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/HZEKydVtdsE" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Fri, 27 Aug 2010 13:18:00 +0100</pubDate>
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    <item>
      <title>Indiani sollecitano il futuro Presidente del Brasile a proteggere la loro terra</title>
      <description>&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="249" style="float: right; margin-left: 1.5em; margin-bottom: 0.5em"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/795/Acampamento_Terra_Livre_2010_418_screen.jpg" class="image_zoom" title="Indiani sollecitano il futuro Presidente del Brasile a proteggere la loro terra ancestrale."&gt;&lt;img style="border: 1px solid #3d3d3d" src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/795/Acampamento_Terra_Livre_2010_418_news_medium.jpg" width="249" height="166" alt="Indiani sollecitano il futuro Presidente del Brasile a proteggere la loro terra ancestrale." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 0; color: #3d3d3d;"&gt;Indiani sollecitano il futuro Presidente del Brasile a proteggere la loro terra ancestrale.&lt;br /&gt;&lt;small style="font-size: 0.75em; color: #999999;"&gt;© Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;Indiani rappresentanti di gran parte delle 233 tribù del Brasile chiedono che il futuro presidente del paese delimiti le terre ancestrali già sottratte loro per l’attuazione di progetti industriali, allevamenti di bestiame e piantagioni di soia.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Chiedono anche la sospensione dei progetti industriali su larga scala destinati a devastare irreversibilmente la loro terra, il miglioramento dei servizi sanitari e educativi e un ruolo più attivo nella ristrutturazione del &lt;a href="http://www.survivalinternational.org/about/funai"&gt;&lt;span class="caps"&gt;FUNAI&lt;/span&gt;, il dipartimento governativo agli affari indigeni&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le richieste sono elencate in una lettera inviata ai candidati presidenziali e fanno seguito ad una storica manifestazione degli indigeni contro il furto della loro terra e l’uccisione dei loro leader.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla manifestazione, tenutasi nel Mato Grosso do Sul, &lt;a href="/notizie/6345"&gt;hanno partecipato più di 600 Indiani&lt;/a&gt; riuniti per richiamare l’attenzione sulla drammaticità della situazione degli Indiani &lt;a href="/popoli/guarani"&gt;Guarani&lt;/a&gt; che vi vivono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Qui, la mandrie, la canna da zucchero e la soia hanno più valore della vita di un bambino indigeno e di una vita umana” si legge nella lettera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Le grandi compagnie ci sopraffanno ovunque ma noi non ci dobbiamo scoraggiare – dobbiamo batterci!” ha dichiarato Anastácio Peralta Guarani nel corso della manifestazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un Indiano guarani della comunità di Laranjeira Nanderu, che vive ai margini di una superstrada per almeno due anni, ha detto: “Sono morti molti neonati. Molte persone sono malate perché non abbiamo cibo né acqua. Qui stiamo morendo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All’inizio di questa settimana un gruppo d’Indiani guarani ha incontrato il Presidente Lula e ha chiesto la protezione della terra. &lt;a href="/notizie/3656"&gt;Ambrósio Vilhava, star del film La Terra degli Uomini Rossi&lt;/a&gt;, ha detto a Lula che la terra degli Indiani deve essere immediatamente demarcata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le elezioni presidenziali del Brasile si svolgeranno il 3 ottobre.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/rwo1hUtuPCY" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 26 Aug 2010 12:44:00 +0100</pubDate>
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    <item>
      <title>Davide contro Golia: la tribù Dongria Kondh sconfigge il gigante minerario</title>
      <description>&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="249" style="float: right; margin-left: 1.5em; margin-bottom: 0.5em"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/780/IND-DON-TM-201_screen.jpg" class="image_zoom" title="I Dongria Kondh celebrano una vittoria di straordinaria importanza."&gt;&lt;img style="border: 1px solid #3d3d3d" src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/780/IND-DON-TM-201_news_medium.jpg" width="249" height="166" alt="I Dongria Kondh celebrano una vittoria di straordinaria importanza." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 0; color: #3d3d3d;"&gt;I Dongria Kondh celebrano una vittoria di straordinaria importanza.&lt;br /&gt;&lt;small style="font-size: 0.75em; color: #999999;"&gt;© Toby Nicholas/Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;I &lt;a href="/popoli/dongria"&gt;Dongria Kondh&lt;/a&gt; hanno riportato una straordinaria vittoria su una delle più grandi compagnie minerarie del mondo. Jairam Ramesh, Ministro indiano all’Ambiente, ha compiuto un atto eccezionale e ha bocciato la controversa miniera di bauxite che la &lt;a href="http://www.survivalinternational.org/about/vedanta"&gt;Vedanta Resources&lt;/a&gt; progettava di scavare sulla montagna sacra della tribù.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; La notizia infligge una schiacciante sconfitta al miliardario indiano &lt;a href="/about/anilagarwal"&gt;Anil Agarwal&lt;/a&gt;, proprietario di maggioranza e fondatore della compagnia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono disponibili gratuitamente spezzoni di filmati e interviste con i campaigner di Survival. Contattare Francesca Casella al 347 1029588; e-mail ufficiostampa@survival.it – Oppure Miriam Ross: e-mail mr@survivalinternational.org; tel: (&lt;ins&gt;44) (0)20 7687 8734/ (&lt;/ins&gt;44) (0)7583 249 275/ (+44) (0)7504 543 367&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="/notizie/cartellestampa/dongria"&gt;Sfoglia la cartella stampa&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi anni, il progetto ha subito attacchi senza precedenti. I governi norvegese e britannico, la Chiesa d’Inghilterra, organizzazioni come Survival International e persino il gigante assicurativo Aviva hanno tutti criticato la compagnia e la sua condotta etica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Survival International è stata per anni in testa alla &lt;a href="/notizie/6290"&gt;campagna mondiale contro la miniera&lt;/a&gt;. &lt;a href="/notizie/5371"&gt;Ha reclutato celebrità come Claudio Santamaria in Italia&lt;/a&gt; e Bianca Jagger e Joanna Lumley all’estero per difendere la causa delle tribù; i suoi sostenitori hanno scritto oltre 10.000 lettere di protesta al governo indiano e più di 600.000 persone hanno visto il film-denuncia di Survival &lt;a href="http://www.survival.it/film/mine"&gt;Mine – Storia di una montagna sacra&lt;/a&gt;. La triste condizione della tribù è arrivata anche all’attenzione del regista James Cameron e i Dongria Kondh sono diventati famosi come la “vera tribù di Avatar”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; La lotta ha opposto una piccola tribù forte di 8.000 individui contro lo smisurato potere di una compagnia da 8 miliardi di dollari e il suo fondatore, la cui personale ricchezza è stimata in 6 miliardi di dollari. I Dongria Kondh hanno organizzato numerose proteste e in un’atmosfera di crescente violenza, &lt;a href="/notizie/6360"&gt;due dei loro leader sono stati sequestrati e picchiati&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pochi giorni fa, una commissione d’inchiesta nominata dal Ministro Ramesh &lt;a href="/notizie/6371"&gt;aveva raccomandato il blocco della miniera&lt;/a&gt; sostenendo che la Vedanta ha agito illegalmente e nel ‘totale sprezzo della legge”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La campaigner di Survival Jo Woodman, che ha sperimentato in prima persona il clima di intimidazione nelle colline dei Dongria, ha dichiarato “Questo successo è una vittoria che nessuno avrebbe mai creduto possibile. La campagna dei Dongria è divenuta una cartina tornasole per capire se una tribù piccola e marginalizzata possa tener testa a una multinazionale enorme, armata di un esercito di lobbyisti, di agenzie di pubbliche relazioni e certa dell’attenzione del governo. Incredibilmente, il coraggio e la tenacia dei Dongria, sostenuti da molte persone in India e dai soci di Survival di tutto il mondo, hanno trionfato”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“L’era in cui le compagnie minerarie potevano permettersi di distruggere impunemente tutti coloro che si trovavano sulla loro strada sta fortunatamente per concludersi” ha dichiarato oggi Stephen Corry, direttore generale di Survival. “Rimane tuttavia significativo che la Vedanta abbia combattuto per i suoi progetti fino alla fine, negando ripetutamente qualunque cosa dichiarasse la tribù. La società civile deve restare vigile su tutti questi cosiddetti progetti di sviluppo – non si può contare sul fatto che le compagnie rispettino spontaneamente i diritti umani, specialmente quando si relazionano con popoli indigeni che non possono sapere tutto quello che gli sta capitando.”&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/fV5mLiBo2yA" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Tue, 24 Aug 2010 10:11:25 +0100</pubDate>
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    <item>
      <title>La Commissione Africana difende l’accademico espulso dal Botswana per la sua schiettezza</title>
      <description>&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="249" style="float: right; margin-left: 1.5em; margin-bottom: 0.5em"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/750/BOTS-BUSH-AB-1721-_crop__screen.jpg" class="image_zoom" title="Bambini Boscimani."&gt;&lt;img style="border: 1px solid #3d3d3d" src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/750/BOTS-BUSH-AB-1721-_crop__news_medium.jpg" width="249" height="166" alt="Bambini Boscimani." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 0; color: #3d3d3d;"&gt;Bambini Boscimani.&lt;br /&gt;&lt;small style="font-size: 0.75em; color: #999999;"&gt;© Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;Secondo la Commissione Africana per i diritti dell’uomo e dei popoli, l’espulsione del professor Kenneth Good dal Botswana avvenuta a seguito delle critiche da lui mosse contro la mancanza di democrazia nel paese, è stata ingiusta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al momento dell’espulsione, avvenuta nel 2005, Good insegnava scienze politiche presso l’Università del Botswana da quindici anni. La sua deportazione giunse poco dopo la pubblicazione di un articolo in cui criticava l’automatismo nella successione del presidente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’allora presidente Festus Mogae stigmatizzò Good “come una minaccia alla sicurezza nazionale” e lo descrisse come “un abitante indesiderato”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Good aveva anche aspramente criticato il trattamento riservato dal governo ai &lt;a href="/popoli/boscimani"&gt;Boscimani della Central Kalahari Game Reserve&lt;/a&gt; sostenendo che “la debolezza della democrazia avesse facilitato la [sottomissione] dei San”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Commissione ha criticato severamente il presidenzialismo del governo del Botswana&lt;br /&gt;
e la debolezza delle sue istituzioni giuridiche. Difendendo le azioni di Good, ha decretato che il governo del Botswana ha violato svariati articoli della Carta Africana, ha prescritto il pagamento di un adeguato risarcimento al professore e ha ordinato alle autorità di intraprendere i passi necessari per portare l’Atto d’Immigrazione del paese in linea con gli standard internazionali dei diritti umani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il governo del Botswana ha risposto con un secco rifiuto. “Non abbiamo intenzione di ottemperare alle raccomandazioni della Commissione” ha dichiarato ai giornalisti il Ministro degli Affari Esteri Phandu Skelemani. La Commissione “non può darci ordini e non è un tribunale. Non le daremo ascolto. Non risarciremo Good”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sentenza della Commissione “rappresenta una vittoria per la libertà accademica e i diritti umani” ha commentato Good, “e infligge un colpo al presidenzialismo e alla non-responsabilità. È una sentenza legale storica per l’Africa, che il Botswana è obbligato a rispettare in ottemperanza della legge internazionale. Ignorarla significherebbe abbracciare una politica disonesta.”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il generale Ian Khama è succeduto automaticamente a Mogae nel 2008, una mossa che secondo Good ha portato “un’escalation nella militarizzazione e personalizzazione del potere in Botswana”. Da quando è entrato in carica, Khama ha continuato la precedente politica di sottomissione dei Boscimani e ha proibito loro di accedere al pozzo da cui dipendono per procurarsi l’acqua sulle loro terre.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/TLyj7riwlK8" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Sat, 21 Aug 2010 11:15:00 +0100</pubDate>
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    <item>
      <title>I Penan vogliono diritto di parola sul progetto della diga </title>
      <description>&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="249" style="float: right; margin-left: 1.5em; margin-bottom: 0.5em"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/330/MAL-PEN-MR-499__screen.jpg" class="image_zoom" title="La costruzione di dighe nell’area dei Penan avanza a pieno ritmo."&gt;&lt;img style="border: 1px solid #3d3d3d" src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/330/MAL-PEN-MR-499__news_medium.jpg" width="249" height="166" alt="La costruzione di dighe nell’area dei Penan avanza a pieno ritmo." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 0; color: #3d3d3d;"&gt;La costruzione di dighe nell’area dei Penan avanza a pieno ritmo.&lt;br /&gt;&lt;small style="font-size: 0.75em; color: #999999;"&gt;© Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;I &lt;a href="/popoli/penan"&gt;Penan&lt;/a&gt; del Borneo hanno chiesto di poter esprimere la propria opinione su una diga idroelettrica in fase di costruzione sulla loro terra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La diga Murum nello stato malese del Sarawak è già in una fase molto avanzata e sommergerà le terre di almeno sei villaggi indigeni. I Penan non sono stati adeguatamente consultati prima dell’avvio del progetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo studio d’impatto sociale e ambientale della diga è in fase di compilazione solo in queste settimane nonostante la costruzione sia già arrivata a uno stadio molto avanzato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un comunicato pubblicato all’inizio del mese, i Penan delle comunità colpite chiedevano cosa succederà se lo studio d’impatto non sarà approvato: “Cosa farà il governo per recuperare la terra, la foresta, i fiumi e le risorse naturali che sono già state distrutte?” ha chiesto il penan Surang Alung.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il comunicato della Commissione per le Questioni penan Pelieran-Murum sollecita il governo dello stato a non approvare la valutazione d’impatto fino a quando lo studio non sarà stato sottoposto a pubblico scrutinio, e di tenere in considerazione le loro opinioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I Penan hanno fatto sapere al governo che se saranno costretti a lasciare la loro terra per fare posto alla diga, vorranno almeno poter scegliere dove spostarsi. Ma il gigante delle palme da olio Shin Yang si è già installato nell’area prescelta dai Penan e sta programmando un’imponente piantagione. “La Shin Yang è entrata nell’area illegalmente, senza il nostro consenso. Se le sarà permesso di abbattere e ripulire la foresta in modo estensivo, la nostra comunità non potrà sostentarsi” denunciano i Penan.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La diga di Murum è la prima di una nuova serie di grandi progetti idroelettrici programmati dal governo dello stato del Sarawak che porteranno allo sfratto migliaia di indigeni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La settimana scorsa Survival International ha pubblicato un &lt;a href="/http://www.survival.it/notizie/6328"&gt;nuovo rapporto che denuncia l’impatto devastante&lt;/a&gt; che la nuova corsa all’energia “pulita” fornita dalle grandi dighe sta avendo sui popoli tribali di vari paesi del mondo.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/3OmOGbl4Q_U" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Fri, 20 Aug 2010 15:30:00 +0100</pubDate>
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    <item>
      <title>Grande manifestazione degli Indiani amazzonici contro la diga Belo Monte</title>
      <description>&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="249" style="float: right; margin-left: 1.5em; margin-bottom: 0.5em"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/783/DSC03762_screen.JPG" class="image_zoom" title="Manifestazione di protesta degli Indiani contro la diga Belo Monte, Amazzonia"&gt;&lt;img style="border: 1px solid #3d3d3d" src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/783/DSC03762_news_medium.JPG" width="249" height="166" alt="Manifestazione di protesta degli Indiani contro la diga Belo Monte, Amazzonia" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 0; color: #3d3d3d;"&gt;Manifestazione di protesta degli Indiani contro la diga Belo Monte, Amazzonia&lt;br /&gt;&lt;small style="font-size: 0.75em; color: #999999;"&gt;© Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;Centinaia di Indiani provenienti da tutta l’Amazzonia brasiliana hanno preso parte a una storica protesta per denunciare le minacce poste alla loro sopravvivenza da progetti di grandi infrastrutture, in particolare la controversa diga di &lt;a href="http://www.survivalinternational.org/about/belo-monte-dam"&gt;Belo Monte&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Più di 500 Indiani appartenenti a oltre 27 diverse tribù si sono riuniti vicino al fiume Xingu sul cui corso dovrebbe essere costruita la diga di Belo Monte innalzando striscioni di protesta: “Difendiamo lo Xingu: stop a Belo Monte”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La settimana scorsa &lt;a href="/notizie/6328"&gt;Survival International ha pubblicato un nuovo dossier che denuncia il boom che la costruzione di grandi dighe sta avendo in tutto il mondo&lt;/a&gt; all’insegna della produzione di “energia pulita” e il suo devastante impatto sui popoli tribali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se costruita, la diga di Belo Monte finirebbe con il distruggere la foresta pluviale e con il ridurre la quantità di pesce da cui gli Indiani dell’area dipendono per la sopravvivenza. L’afflusso di operai minaccia di portare agli Indiani anche violenza e malattie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Non ci arrenderemo mai perché ci stiamo battendo per un diritto che è nostro!” ha dichiarato durante la manifestazione Raoni Metuktire, della tribù dei Kayapó. “La Natura è vita, ci ha sostentato fino ad oggi, e quindi dobbiamo difenderla così come fosse nostro padre e nostra madre, che ci hanno dato la vita… (Questa diga) è ciò che vogliamo realmente amici miei? Opponiamoci tutti insieme alla Belo Monte!”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo una serie di discussioni sulla diga, i manifestanti hanno rilasciato una &lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/documents/379/Indians_Declaration_-_In_Defense_of_the_Xingu-_Against_Belo_Monte_.pdf"&gt;Dichiarazione&lt;/a&gt; chiedendo il blocco della Belo Monte e di altri grandi progetti previsti in Amazzonia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La manifestazione di protesta è stata organizzata dal Coordinamento delle Organizzazioni indigene dell’Amazzonia brasiliana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Contemporaneamente, &lt;a href="/notizie/6345"&gt;circa 800 Indiani stanno manifestando questa settimana anche nel Mato Grosso do Sul&lt;/a&gt;, a sud dell’Amazzonia, contro l’uccisione dei loro leader, il furto della loro terra e altre minacce alla loro sopravvivenza. La manifestazione si prefigge di richiamare l’attenzione pubblica in particolare sulla drammatica condizione in cui versano gli &lt;a href="/popoli/guarani"&gt;Indiani Guarani&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/FcL0yM_S0C0" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 19 Aug 2010 20:18:00 +0100</pubDate>
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    <item>
      <title>Gli Indiani brasiliani celebrano la creazione del loro servizio sanitario dedicato</title>
      <description>&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="249" style="float: right; margin-left: 1.5em; margin-bottom: 0.5em"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/264/BRA-YAN-FW-2008-142_screen.jpg" class="image_zoom" title="Donna Yanomami. Gli Yanomami e gli Indiani di molte altre tribù celebrano la nascita del loro sistema sanitario."&gt;&lt;img style="border: 1px solid #3d3d3d" src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/264/BRA-YAN-FW-2008-142_news_medium.jpg" width="249" height="166" alt="Donna Yanomami. Gli Yanomami e gli Indiani di molte altre tribù celebrano la nascita del loro sistema sanitario." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 0; color: #3d3d3d;"&gt;Donna Yanomami. Gli Yanomami e gli Indiani di molte altre tribù celebrano la nascita del loro sistema sanitario.&lt;br /&gt;&lt;small style="font-size: 0.75em; color: #999999;"&gt;© Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;I popoli indigeni di tutto il Brasile stanno festeggiando la creazione di una nuova agenzia del Ministero della Salute che avrà la responsabilità di fornire assistenza medica agli Indiani del paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo anni di campagne condotte dagli Indiani e dalle organizzazioni che li sostengono, il Senato brasiliano ha votato all’unanimità l’approvazione del nuovo organismo, che sarà chiamato “Segretariato della Sanità Indigena”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La decisione del Senato è una vittoria storica per gli Indiani, festeggiata da tutti i membri delle numerose tribù che si erano radunate a Brasilia per ascoltare l’esito della votazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli Indiani sperano che la nuova organizzazione, avendo come obiettivo unicamente le comunità indigene, sarà in grado di fornire un servizio sanitario più efficiente rispetto al sistema attuale, &lt;a href="http://musibrasil.net/articolo.php?id=1986"&gt;pesantemente screditato&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Edmilson Terena della tribù dei Terena ha dichiarato: “Dobbiamo riorganizzare un sistema che negli ultimi dieci anni è precipitato nel caos. Con questo nuovo assetto, ora le cose dovrebbero migliorare”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Clóvis Ambrósio della tribù dei Wapixana ha aggiunto: “Dobbiamo iniziare a programmare di cambiare ogni cosa. Entro la fine dell’anno, il nostro nuovo sistema sanitario dovrà essere già passato nelle mani del Segretariato”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Segretariato della Sanità Indigena sostituirà nell’operato la Fondazione Nazionale della Salute (&lt;span class="caps"&gt;FUNASA&lt;/span&gt;), accusata di corruzione e criticata per non aver soddisfatto i bisogni degli indigeni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La &lt;span class="caps"&gt;FUNASA&lt;/span&gt; è stata recentemente coinvolta in uno scandalo per aver escluso dall’assistenza medica migliaia d’Indiani &lt;a href="/popoli/yanomami"&gt;Yanomami&lt;/a&gt; per oltre due mesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Con la creazione di un nuovo Segretariato del Ministero della Salute” ha dichiarato la senatrice Lúcia Vânia, che ha votato a favore del provvedimento, “il governo sta facendo un passo importante e sta garantendo ai popoli indigeni la possibilità di beneficiare di un&amp;#8217;assistenza sanitaria d’alto livello”.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/P1OM_xHsPDs" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Wed, 18 Aug 2010 12:54:00 +0100</pubDate>
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    <item>
      <title>Bloccato progetto minerario nelle Filippine </title>
      <description>&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="249" style="float: right; margin-left: 1.5em; margin-bottom: 0.5em"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/453/PHIL-PAL-DN-08_large_screen.jpg" class="image_zoom" title="Bambini Palawan catturano il pesce nel fiume Singnapan, a Ransang, comune di Rizal."&gt;&lt;img style="border: 1px solid #3d3d3d" src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/453/PHIL-PAL-DN-08_large_news_medium.jpg" width="249" height="166" alt="Bambini Palawan catturano il pesce nel fiume Singnapan, a Ransang, comune di Rizal." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 0; color: #3d3d3d;"&gt;Bambini Palawan catturano il pesce nel fiume Singnapan, a Ransang, comune di Rizal.&lt;br /&gt;&lt;small style="font-size: 0.75em; color: #999999;"&gt;© Dario Novellino&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;La tribù dei &lt;a href="http://www.survival.it/popoli/palawan#main"&gt;Palawan&lt;/a&gt; delle Filippine sta festeggiando. Una commissione direttiva del governo locale ha infatti deciso di negare al gigante minerario Macro Asia il permesso di scavare una miniera sul loro territorio tradizionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In attesa della riunione del direttivo, i sostenitori di Survival, i gruppi indigeni e altri enti avevano continuato a esercitare pressioni sul Consiglio per lo Sviluppo Sostenibile di Palawan (&lt;span class="caps"&gt;PCSD&lt;/span&gt;). Leader indigeni e esperti hanno anche fornito al &lt;span class="caps"&gt;PCSD&lt;/span&gt; le prove dell’opposizione delle comunità di Palawan all’attività mineraria sulla loro terra e delle numerose attività esplorative condotte dalla Macro Asia in aree di foresta altamente protette.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il direttivo, che molti erano convinti avrebbe semplicemente dato il via libera ambientale all’inizio delle attività minerarie, ha dichiarato la necessità di compiere ulteriori indagini prima di prendere una decisione. Ha quindi ordinato indagini a tutto campo, tra cui anche sull’impatto dell’attività mineraria sulla cultura e i mezzi di sostentamento dei popoli indigeni e sulla legalità dell’approvazione del progetto da parte del governo locale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Non sarà difficile costatare che la popolazione di Brookes Point è marcatamente contraria a qualsiasi attività mineraria” ha dichiarato durante il meeting il leader indigeno Artiso Mandawa. “È quello che noi popoli indigeni, insieme ai contadini, abbiamo cercato di comunicare al governo in questi due anni attraverso manifestazioni pubbliche e raduni, ma non siamo stati ascoltati… […] Per noi popoli indigeni e i nostri sostenitori si tratta solo di una prima vittoria.”&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/rkygcL8_X18" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Tue, 17 Aug 2010 14:31:00 +0100</pubDate>
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      <title>Pubblicato il rapporto dell’indagine governativa che boccia duramente la miniera Vedanta</title>
      <description>&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="249" style="float: right; margin-left: 1.5em; margin-bottom: 0.5em"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/387/IND-DON-LD2-FILM-02_screen.jpg" class="image_zoom" title="Ragazzina Dongria Kondh."&gt;&lt;img style="border: 1px solid #3d3d3d" src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/387/IND-DON-LD2-FILM-02_news_medium.jpg" width="249" height="166" alt="Ragazzina Dongria Kondh." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 0; color: #3d3d3d;"&gt;Ragazzina Dongria Kondh.&lt;br /&gt;&lt;small style="font-size: 0.75em; color: #999999;"&gt;© Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;I piani della Vedanta Resources, che ha progettato l’apertura di una miniera sulla terra dei &lt;a href="/popoli/dongria"&gt;Dongria Kondh&lt;/a&gt;, nell’India orientale, “minacciano la sopravvivenza” della tribù. È  quanto si legge nel rapporto ufficiale della squadra investigativa del governo, appena pubblicato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nello &lt;a href="http://moef.nic.in/downloads/public-information/Saxena_Vedanta.pdf"&gt;sconvolgente dossier&lt;/a&gt;, la commissione nominata dal Ministro dell’ambiente indiano ha decretato che la Vedanta ha agito illegalmente e nel “totale sprezzo della legge”; che i funzionari locali “hanno agito in collusione con la compagnia” contribuendo alle sue attività illegali e alla falsificazione di documenti; che “è riconosciuto al di là di qualsiasi dubbio che l’area mineraria è il territorio religioso ed economico dei Dongria Kondh”; e che consentire alla Vedanta di aprire la miniera sarebbe “illegale”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Ministro dell’ambiente e delle foreste ha già annunciato che per decidere finalmente se dare o negare la licenza mineraria alla Vedanta si baserà sui risultati del dossier.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il progetto minerario della Vedanta nelle terre della tribù dei Dongria Kondh è diventato uno dei più discussi al mondo e ha portato addirittura grandi investitori come Aviva e la Chiesa d’Inghilterra ad attaccare la compagnia. Molte celebrità come &lt;a href="/notizie/5371"&gt;Claudio Santamaria&lt;/a&gt; in Italia e &lt;a href="http://www.survivalinternational.org/news/6269"&gt;Bianca Jagger e Joanna Lumley&lt;/a&gt; all’estero hanno sostenuto i Dongria che da anni resistono pacificamente alla miniera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="/notizie/5655"&gt;Un’indagine precedente&lt;/a&gt; condotta sempre dal Ministero dell’ambiente aveva riconosciuto che la miniera della Vedanta avrebbe potuto portare alla distruzione dei Dongria come popolo e si concludeva con la riflessione che la miniera non avrebbe dovuto essere autorizzata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Il dossier è totalmente critico nei confronti del comportamento della Vedanta e conferma tutto quello che Survival e altri vanno denunciando da anni” ha commentato Stephen Corry, direttore generale di Survival.“Le indagini hanno dimostrato che a violare la legge sono stati sia la Vedanta sia le autorità locali. Le prove sono inequivocabili – la miniera distruggerà i Dongria Kondh e non deve essere autorizzata. Speriamo davvero che questo sia l’ultimo chiodo della bara dei progetti della Vedanta.”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://moef.nic.in/downloads/public-information/Saxena_Vedanta.pdf" title="in inglese"&gt;Scarica il dossier&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class="hidden-non-flash-content" id="cinema-display-1" style="width: 480px; height: 270px;"&gt;translation missing: it, films, You need Flash Player to view this video&lt;/div&gt;
&lt;div class="embedded_film_caption"&gt;
&lt;a href="http://www.survival.it/film/liveforniyamgiri" class="film_title"&gt;&amp;#8216;Viviamo per la nostra Niyamgiri&amp;#8217;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;I Dongria Kondh vivono a Niyamgiri da migliaia di anni. Con la loro religione e il loro stile di vita hanno contribuito ad alimentare le dense foreste dell&amp;#8217;area e a proteggere la sua ricchissima fauna.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/T_Ic-wfsodw" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Mon, 16 Aug 2010 14:47:00 +0100</pubDate>
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