<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.survivalinternational.org/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0">
  <channel>
    <title>Le notizie di Survival International</title>
    <description>Notizie sui popoli tribali di ogni parte del mondo</description>
    <link>http://www.survival.it/news.rss</link>
    <atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.survivalinternational.org/SurvivalItaliano" /><feedburner:info uri="survivalitaliano" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item>
      <title>Boscimani sotto sfratto nel nome della conservazione</title>
      <description>&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/47/bots-bush-sc-04-b4-026_screen.jpg" class="image_zoom" title="Una comunità di Boscimani del Botswana meridionale rischia lo sfratto dalle terre ancestrali nel nome della conservazione."&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/47/bots-bush-sc-04-b4-026_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="Una comunità di Boscimani del Botswana meridionale rischia lo sfratto dalle terre ancestrali nel nome della conservazione." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;Una comunità di Boscimani del Botswana meridionale rischia lo sfratto dalle terre ancestrali nel nome della conservazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;© Stephen Corry/Survival&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Survival International ha appreso con grande preoccupazione del possibile sfratto imminente di diverse centinaia di &lt;a href="http://www.survival.it/popoli/boscimani"&gt;Boscimani&lt;/a&gt; del Botswana meridionale. A motivare l&amp;#8217;operazione sarebbe la creazione di un “corridoio ecologico-faunistico”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stando agli avvisi che il governo avrebbe fatto pervenire loro, lunedì prossimo alcuni camion preleveranno i Boscimani che compongono la forte e compatta comunità di Ranyane e li separeranno dalla terra che abitano da generazioni. Le loro case saranno distrutte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La terra dei Boscimani è inclusa in un&amp;#8217;area che l’organizzazione americana &lt;a href="http://www.ffem.fr/webdav/site/ffem/shared/ELEMENTS_COMMUNS/U_ADMINISTRATEUR/6-MEDIAS/ArticlesPresse/ProjetBotswana_African_Geographic_Dec_Jan_2008.pdf"&gt;Conservation International ha proposto per anni di trasformare in un &amp;#8216;corridoio ecologico-faunistico&amp;#8217;&lt;/a&gt;. Tra i membri del Consiglio dell&amp;#8217;organizzzione c&amp;#8217;è anche il Presidente del Botswana Ian Khama.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il territorio si estende tra la Central Kalahari Game Reserve (&lt;span class="caps"&gt;CKGR&lt;/span&gt;) e il Kgalagadi Transfrontier Park, ed è abitato anche da alcuni coloni e allevatori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Survival ha scritto al Presidente Khama e a Conservation International opponendosi allo sfratto della comunità boscimane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;Facciamo appello a chiunque possa aiutare i Boscimani di Ranyane a combattere per il diritto di restare nella propria terra&amp;#8221; ha dichiarato un Boscimane a Survival. &amp;#8220;La Comunità internazionale deve sapere che quello che il governo del Botswana sta facendo è sbagliato.&amp;#8221;&lt;/p&gt;
&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/2953/bots-bush-04-b6-016-2_screen.jpg" class="image_zoom" title="Il trasferimento forzato dei popoli indigeni dalle terre ancestrali distrugge i loro stili di vita  e la loro autosufficienza, e ha un impatto devastante sulla loro salute."&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/2953/bots-bush-04-b6-016-2_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="Il trasferimento forzato dei popoli indigeni dalle terre ancestrali distrugge i loro stili di vita  e la loro autosufficienza, e ha un impatto devastante sulla loro salute." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;Il trasferimento forzato dei popoli indigeni dalle terre ancestrali distrugge i loro stili di vita  e la loro autosufficienza, e ha un impatto devastante sulla loro salute.&lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;&lt;p&gt;© Survival&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;

&lt;p&gt;Non è la prima volta che il governo del Bostwana minaccia i Boscimani nel nome della conservazione. Tra il 1997 e il 2005, migliaia di Boscimani furono estromessi dalla Central Kalahari Game Reserve mediante tre violente operazioni di sfratto, con la motivazione apparente di voler salvaguardare flora e fauna. I Boscimani cacciati dalle loro terre nel 2002 trascinarono il governo in tribunale e, nel 2006, &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/2130"&gt;con una sentenza divenuta storica&lt;/a&gt;, la Corte Suprema del Botswana riconobbe la “illegittimità e incostituzionalità” degli fratti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il trasferimento forzato dei popoli indigeni dalle terre ancestrali ha un &lt;a href="http://www.survival.it/campagne/ilprogressopuouccidere"&gt;impatto devastante sulla loro salute, distrugge il loro stile di vita e la loro autosufficienza&lt;/a&gt;. I Boscimani sfrattati dalla loro terra ora vivono in cosiddetti campi di “reinsediamento”: dipendono totalmente dagli aiuti governativi e soffrono spesso di alcolismo, depressione e altre malattie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Definire ‘conservazione’ la distruzione dei popoli tribali echeggia le politiche colonialiste” ha commentato Stephen Corry, il Direttore Generale di Survival International. “Nel &lt;span class="caps"&gt;XXI&lt;/span&gt; secolo tutto questo non dovrebbe essere permesso. I veri amanti dell&amp;#8217;ambiente e della conservazione dovrebbero ribellarsi.”&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/E6kEC4RmKP8" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Fri, 24 May 2013 11:39:00 +0100</pubDate>
      <link>http://feeds.survivalinternational.org/~r/SurvivalItaliano/~3/E6kEC4RmKP8/9256</link>
      <guid isPermaLink="false">http://www.survival.it/notizie/9256</guid>
    <feedburner:origLink>http://www.survival.it/notizie/9256</feedburner:origLink></item>
    <item>
      <title>Donna Awá muore per negligenza del governo brasiliano</title>
      <description>&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/2268/braz-awa-dp-75_screen.jpg" class="image_zoom" title="La morte di Ajrua è una grave perdita per la già piccola comunità degli Awá."&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/2268/braz-awa-dp-75_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="La morte di Ajrua è una grave perdita per la già piccola comunità degli Awá." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;La morte di Ajrua è una grave perdita per la già piccola comunità degli Awá.&lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;&lt;p&gt;© D Pugliese/ Survival&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Una donna &lt;a href="http://www.survival.it/awa"&gt;Awá&lt;/a&gt; è morta di una malattia facilmente curabile nonostante il governo brasiliano riceva fondi da una compagnia mineraria per garantire assistenza sanitaria alla tribù.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ajrua Awá aveva 40 anni ed era madre di cinque figli; il più giovane ha solo dieci anni. La sua morte è una grave perdita per la piccola comunità, che conta solo 160 persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La donna è morta ai primi di maggio di leishmaniosi, una malattia facilmente curabile con un’adeguata assistenza medica. Il &lt;a href="http://cimi.org.br/site/pt-br/"&gt;&lt;span class="caps"&gt;CIMI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, l’organizzazione brasiliana per i diritti degli indigeni, ha riferito che i sintomi della malattia erano evidenti da oltre un mese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molti Awá morirono per malattie comuni negli anni ’70, quando le loro terre furono aperte al Progetto Gran Carajás, che comprendeva la costruzione della miniera di ferro più grande al mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molti altri Awá furono uccisi dai coloni che invasero il loro territorio al seguito del progetto; in alcuni casi furono massacrate intere famiglie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vale, la compagnia mineraria responsabile del progetto, ha elargito un consistente finanziamento al governo brasiliano per aiutarlo a tutelare gli Awá. Tuttavia, solo una piccola parte del denaro è andata a beneficio della tribù.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La compagnia sta ora pianificando di &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/8871"&gt;espandere la linea ferroviaria&lt;/a&gt; che collega la miniera alla costa e attraversa la terra awá, senza il consenso degli Indiani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi, gli Awá sono la tribù più minacciata della terra: la popolazione totale è composta da appena 450 individui, e le loro terre sono &lt;a href="http://www.survival.it/awa#deforestation"&gt;invase da ondate di taglialegna illegali, coloni e allevatori&lt;/a&gt;. Sono una delle ultime tribù nomadi di cacciatori-raccoglitori del Brasile e dipendono completamente dalla foresta per la loro sopravvivenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo gli esperti, gli Awá rischiano il genocidio e l’estinzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Survival chiede un’inchiesta adeguata sulla morte di Ajrua, un programma completo di assistenza sanitaria e &lt;a href="http://www.survival.it/awa#take-action"&gt;l’allontanamento degli invasori dalle terre della tribù&lt;/a&gt;, prima che vadano perse altre vite.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/KMdQtpOgz_s" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Fri, 17 May 2013 17:55:00 +0100</pubDate>
      <link>http://feeds.survivalinternational.org/~r/SurvivalItaliano/~3/KMdQtpOgz_s/9240</link>
      <guid isPermaLink="false">http://www.survival.it/notizie/9240</guid>
    <feedburner:origLink>http://www.survival.it/notizie/9240</feedburner:origLink></item>
    <item>
      <title>Condannato per genocidio l’ex dittatore del Guatemala</title>
      <description>&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3275/gua-may-si_screen.jpg" class="image_zoom" title="In Guatemala, durante la dittatura militare di José Efrain Ríos Montt furono torturati o uccisi migliaia di indigeni. "&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3275/gua-may-si_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="In Guatemala, durante la dittatura militare di José Efrain Ríos Montt furono torturati o uccisi migliaia di indigeni. " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;In Guatemala, durante la dittatura militare di José Efrain Ríos Montt furono torturati o uccisi migliaia di indigeni. &lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;&lt;p&gt;© Survival International&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;21 &lt;span class="caps"&gt;MAGGIO&lt;/span&gt; &amp;#8211; &lt;span class="caps"&gt;AGGIORNAMENTI&lt;/span&gt;: la Corte Costituzionale del Guatemala ha annullato la pena inflitta a Ríos Montt per irregolarità formali. La Corte ha ordinato che il processo riprenda dal punto in cui era arrivato il 19 aprile, quando il legale dell&amp;#8217;ex dittatore fu allontanato dall&amp;#8217;aula per oltraggio alla corte. Decine di testimonianze dovranno ora essere riascoltate. &lt;br /&gt;
&lt;del&gt;-&lt;/del&gt;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&amp;#8212;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per José Efrain Ríos Montt, l’ex generale che negli anni ’80 governò il Guatemala col terrore, è arrivata una condanna per genocidio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante la sua dittatura militare scomparvero o furono assassinate circa 200.000 persone, per la maggior parte indigene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 1982, quando il generale prese il potere promettendo di ripristinare una “reale democrazia”, il paese si trovava già nel pieno di una brutale guerra civile, che vedeva i guerriglieri dell’estrema sinistra attaccare il regime militare dalle loro basi fuori città.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ríos Montt rispose ordinando un’offensiva militare contro le presunte roccaforti dei gruppi armati, nascoste nelle regioni montuose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Almeno 100.000 Indiani, in gran parte di lingua maya, fuggirono in Messico mentre nelle zone montuose nord-occidentali migliaia di uomini, donne e bambini indigeni furono torturati o uccisi; i loro villaggi e i raccolti furono distrutti, le fonti d’acqua avvelenate e le foreste bruciate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 1983, dopo aver intervistato i rifugiati guatemaltechi al confine con il Messico, Survival pubblicò il rapporto “Testimoni di un genocidio”. Le storie raccolte forniscono una testimonianza straziante degli orrori che ebbero luogo in quel periodo in centinaia di villaggi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I ricercatori di Survival intervistarono, tra gli altri, una donna di 30 anni proveniente dalla provincia di Huehuetenango. “Alle sei del mattino del 6 maggio 1982, un centinaio di soldati, che lei riuscì ad identificare dalle tute mimetiche e dalle pistole, arrivarono a piedi nel suo villaggio e lo circondarono” si legge nel rapporto. “Gli abitanti furono derubati del denaro e degli abiti; le loro case furono bruciate. Molti furono attaccati, picchiati e uccisi. Lei sola, che si trovava a circa 25 metri di distanza, vide i soldati uccidere almeno quindici persone. Fu violentata. Suo marito e i suoi fratelli furono uccisi nelle loro case. Poco dopo il massacro, fuggì in Messico.”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ríos Montt è stato condannato a 80 anni di carcere. Yassmin Barrios, il giudice che ha presieduto il processo, ha affermato che il generale “sapeva cosa stava accadendo e non ha nulla per fermarlo, sebbene avesse il potere di farlo”. I suoi avvocati hanno dichiarato che ricorreranno in appello.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/zILZbxmDaLQ" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Wed, 15 May 2013 14:07:00 +0100</pubDate>
      <link>http://feeds.survivalinternational.org/~r/SurvivalItaliano/~3/zILZbxmDaLQ/9238</link>
      <guid isPermaLink="false">http://www.survival.it/notizie/9238</guid>
    <feedburner:origLink>http://www.survival.it/notizie/9238</feedburner:origLink></item>
    <item>
      <title>Indiani Amazzonici cacciati dal cantiere della diga Belo Monte</title>
      <description>&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/2573/marcello-casal-jr-abr-6_screen.jpg" class="image_zoom" title="Gli Indiani amazzonici protestano contro la diga Belo Monte da anni."&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/2573/marcello-casal-jr-abr-6_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="Gli Indiani amazzonici protestano contro la diga Belo Monte da anni." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;Gli Indiani amazzonici protestano contro la diga Belo Monte da anni.&lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;&lt;p&gt;© Marcello Casal Jr/ABr&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Le autorità brasiliane hanno allontanato dal cantiere della diga Belo Monte gli Indiani che stavano manifestando per i loro diritti territoriali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I rappresentanti di otto tribù avevano occupato l’area per chiedere al governo il rispetto dei loro diritti alla terra ancestrale e a essere consultati sui progetti destinati ad avere un impatto sulle loro vite. Vogliono anche il blocco immediato dei lavori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima risposta del governo alla protesta era stata quella di impedire a giornalisti, avvocati e rifornimenti di cibo di entrare nell’area occupata. In seguito, un giudice ha autorizzato l’allontanamento forzato degli Indiani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La costruzione della diga &lt;a href="http://www.survivalinternational.org/about/belo-monte-dam"&gt;Belo Monte&lt;/a&gt; procede nonostante l’opposizione di migliaia di indigeni. Gli Indiani denunciano che devasterà le loro terre e ridurrà le scorte di pesce, alimento cruciale della loro dieta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La costruzione è stata &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/6968"&gt;approvata illegalmente&lt;/a&gt;, senza il consenso della popolazione locale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi anni, gli Indiani, tra cui i rappresentanti delle tribù dei Kayapó, degli Arara, degli Juruna e degli Asurini, hanno organizzato &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/7606"&gt;numerose proteste&lt;/a&gt; e sono pronti a difendere le loro terre a qualsiasi costo. Hanno dichiarato che se la costruzione dovesse andare avanti, lo Xingu diventerà un “fiume di sangue”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In una lettera aperta del 2 maggio hanno scritto: “Siamo le persone che vivono lungo i fiumi dove volete costruire le dighe. Siamo i Munduruku, gli Juruna, i Kayapó, gli Xipaya, i Kuruaya, gli Asurini, i Parakanã e gli Arara, pescatori e popoli delle comunità fluviali. Siamo i popoli dell’Amazzonia e vogliamo che la foresta rimanga intatta. Siamo Brasiliani. Il fiume e la foresta sono il nostro supermercato. I nostri antenati sono più vecchi di Gesù Cristo”.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/oBWdwmqbSAs" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Mon, 13 May 2013 11:05:00 +0100</pubDate>
      <link>http://feeds.survivalinternational.org/~r/SurvivalItaliano/~3/oBWdwmqbSAs/9235</link>
      <guid isPermaLink="false">http://www.survival.it/notizie/9235</guid>
    <feedburner:origLink>http://www.survival.it/notizie/9235</feedburner:origLink></item>
    <item>
      <title>Operazione storica: sfrattati gli allevatori illegali dalla terra yanomami</title>
      <description>&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/2362/braz-yano-fw-2010-247_screen.jpg" class="image_zoom" title="Gli Yanomami hanno festeggiato l’avvio di un’operazione di fratto degli allevatori illegali dalla loro terra."&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/2362/braz-yano-fw-2010-247_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="Gli Yanomami hanno festeggiato l’avvio di un’operazione di fratto degli allevatori illegali dalla loro terra." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;Gli Yanomami hanno festeggiato l’avvio di un’operazione di fratto degli allevatori illegali dalla loro terra.&lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;&lt;p&gt;© Fiona Watson/Survival&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Le autorità brasiliane hanno avviato un’operazione per espellere undici allevatori illegali dal territorio degli &lt;a href="http://www.survival.it/popoli/yanomami"&gt;Yanomami&lt;/a&gt; brasiliani, e restituire la terra agli Indiani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad oggi sono stati chiusi almeno tre allevamenti nella regione di Ajarani. Sembra che fossero gestiti da Abrão Pires Mateus.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’operazione è il risultato delle forti pressioni esercitate da &lt;a href="http://www.hutukara.org/"&gt;Hutukara&lt;/a&gt;, l’organizzazione degli Yanomami del Brasile, delle sollecitazioni del Pubblico Ministero e di una spedizione investigativa condotta da alcuni Indiani e dal &lt;a href="http://www.survivalinternational.org/about/funai"&gt;&lt;span class="caps"&gt;FUNAI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, il Dipartimento governativo del Brasile per gli Affari Indigeni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 1992, la terra degli Yanomami in Brasile fu demarcata e destinata all’uso esclusivo degli Indiani. Fu una &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/8804"&gt;vittoria storica&lt;/a&gt;, conseguita grazie alla campagna internazionale lanciata per fermare la devastazione causata dalle decine di migliaia di cercatori d’oro che avevano invaso la terra della tribù.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nonostante il successo, i cercatori d’oro illegali continuano saltuariamente ad operare nell’area, inquinando i fiumi e minacciando le vite degli Indiani incontattati. Nella regione di Ajarani gli allevatori hanno abbattuto illegalmente parti della foresta yanomami.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La terra è essenziale per la sopravvivenza e il sostentamento degli Yanomami. “La nostra terra deve essere rispettata” ha dichiarato a Survival Davi Kopenawa, lo sciamano noto come il “Dalai Lama della foresta”. “La nostra terra è la nostra eredità, un’eredità che ci protegge”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli Yanomami hanno festeggiato l’avvio dell’operazione e premono perché anche gli altri allevamenti siano smantellati rapidamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Survival sostiene gli Yanomami da decenni e chiede l’allontanamento di tutti gli invasori illegali dalla terra della tribù, sia in Brasile sia in Venezuela.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/E19M3EP9bMM" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Fri, 10 May 2013 21:08:00 +0100</pubDate>
      <link>http://feeds.survivalinternational.org/~r/SurvivalItaliano/~3/E19M3EP9bMM/9241</link>
      <guid isPermaLink="false">http://www.survival.it/notizie/9241</guid>
    <feedburner:origLink>http://www.survival.it/notizie/9241</feedburner:origLink></item>
    <item>
      <title>L'emergenza Awá raggiunge il più alto organo per i diritti umani</title>
      <description>&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/2041/braz-awa-tn-2011-4743-final_screen.jpg" class="image_zoom" title="Il più importante organismo americano per i diritti umani ha ricevuto un&amp;apos;istanza urgente per salvare gli Awá, la tribù più minacciata del mondo, dagli invasori illegali."&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/2041/braz-awa-tn-2011-4743-final_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="Il più importante organismo americano per i diritti umani ha ricevuto un&amp;apos;istanza urgente per salvare gli Awá, la tribù più minacciata del mondo, dagli invasori illegali." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;Il più importante organismo americano per i diritti umani ha ricevuto un&amp;apos;istanza urgente per salvare gli Awá, la tribù più minacciata del mondo, dagli invasori illegali.&lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;&lt;p&gt;© Survival&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;La Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani (&lt;span class="caps"&gt;IACHR&lt;/span&gt;), il più importante organismo per i diritti umani del continente americano, ha ricevuto un&amp;#8217;istanza urgente per salvare &lt;a href="http://www.survival.it/awa"&gt;la tribù più minacciata del mondo&lt;/a&gt;. La segnalazione è stata presentata da &lt;a href="http://www.survival.it"&gt;Survival International&lt;/a&gt; in collaborazione con il &lt;a href="http://cimi.org.br/site/pt-br/"&gt;&lt;span class="caps"&gt;CIMI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, una Ong brasiliana per i diritti dei popoli indigeni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;#8217;istanza ufficiale chiede alla &lt;span class="caps"&gt;IACHR&lt;/span&gt; di riconoscere il governo brasiliano responsabile della mancata espulsione di centinaia di invasori illegali dalle terre degli Awá costringendolo a rendere conto della sua inerzia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;Gli Awá non sopravvivranno senza la loro terra&amp;#8221; si legge nel documento. &amp;#8220;Lo Stato del Brasile non ha adottato misure efficaci e tempestive per proteggerli dai taglialegna, dagli allevatori e dai coloni che continuano ad invaderli.&amp;#8221;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Gli Awá sono una delle ultime tribù di cacciatori-raccoglitori nomadi del Brasile e vivono in un&amp;#8217;isola di foresta pluviale che sta scomparendo rapidamente: uno dei territori awá è già stato &lt;a href="http://www.survival.it/awa#deforestation"&gt;disboscato per oltre il 30%&lt;/a&gt;, e i taglialegna si stanno avvicinando sempre più alle comunità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per vivere, i 450 membri della tribù dipendono dalla foresta. Denunciano che cacciare è diventato sempre più difficile perché la selvaggina sta scomparendo e i cacciatori &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/8695"&gt;temono gli attacchi dei taglialegna armati&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/1246/braz-awa-fw-2010-78_screen.jpg" class="image_zoom" title="Allevatori, coloni e taglialegna hanno già distrutto vaste aree della foresta degli Awá."&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/1246/braz-awa-fw-2010-78_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="Allevatori, coloni e taglialegna hanno già distrutto vaste aree della foresta degli Awá." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;Allevatori, coloni e taglialegna hanno già distrutto vaste aree della foresta degli Awá.&lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;© Fiona Watson/Survival&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;

&lt;p&gt;Cresce anche la preoccupazione per i &lt;a href="http://www.survival.it/awa#uncontacted-awa"&gt;circa 100 Awá incontattati&lt;/a&gt;, che gli invasori illegali costringono a un fuga perenne. Se la loro foresta sarà distrutta, rischieranno l&amp;#8217;estinzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;Ci sono Indiani incontattati nelle vicinanze&amp;#8221; ha raccontato a Survival Tatu, un uomo awá. &amp;#8220;Mio fratello ha visto le loro capanne abbandonate. I taglialegna li stanno uccidendo? Lasciate vivere gli Indiani incontattati!&amp;#8221;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da quando Survival ha lanciato la sua campagna per salvare gli Awá, un anno fa, il Ministro della Giustizia brasiliano ha già ricevuto &lt;a href="http://www.survival.it/awa#take-action"&gt;più di 50.000 lettere&lt;/a&gt;. Da allora, il Governo ha dichiarato di aver messo gli Awá tra le sue priorità, ma ben poco è stato fatto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;Il governo brasiliano deve dimostrare che è davvero in grado di proteggere i suoi cittadini più vulnerabili, gli Awá, dai criminali che stanno distruggendo la foresta pluviale&amp;#8221; ha dichiarato oggi Stephen Corry, il Direttore Generale di Survival International. &amp;#8220;Se non ha la forza di farlo la nazione più grande del Sud America, e una delle economie in più rapida crescita di tutto il mondo, allora tutte le minoranze dovrebbero preoccuparsi. Gli Awá rischiano l&amp;#8217;estinzione, il momento per agire è questo.&amp;#8221;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Note ai redattori:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- L&amp;#8217;ultima volta che &lt;a href="http://www.survival.it"&gt;Survival&lt;/a&gt; ha presentato un&amp;#8217;istanza alla Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani (&lt;span class="caps"&gt;IACHR&lt;/span&gt;) è stato negli anni&amp;#8217;80, a sostegno della sua storica campagna per gli Yanomami del Brasile, minacciati dall&amp;#8217;invasione di cercatori d&amp;#8217;oro. La campagna si concluse con successo, con la &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/8804"&gt;demarcazione e la protezione del territorio degli Yanomami&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
- Leggi un riassunto dei punti principali &lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/documents/979/istanza-survival-cimi-a-iachr.pdf"&gt;dell&amp;#8217;istanza presentata alla Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani&lt;/a&gt; (in italiano, &lt;span class="caps"&gt;PDF&lt;/span&gt;, 291kb).&lt;br /&gt;
- La &lt;a href="http://www.oas.org/en/iachr/mandate/functions.asp"&gt;Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani &amp;#8211; &lt;span class="caps"&gt;IACHR&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;  è un organo autonomo dell&amp;#8217;Organizzazione degli Stati Americani (&lt;span class="caps"&gt;OAS&lt;/span&gt;). La sua missione è promuovere il rispetto e la protezione dei diritti umani nel continente americano&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/T1eEKy9rr2k" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Tue, 07 May 2013 11:03:00 +0100</pubDate>
      <link>http://feeds.survivalinternational.org/~r/SurvivalItaliano/~3/T1eEKy9rr2k/9214</link>
      <guid isPermaLink="false">http://www.survival.it/notizie/9214</guid>
    <feedburner:origLink>http://www.survival.it/notizie/9214</feedburner:origLink></item>
    <item>
      <title>Survival chiede il boicottaggio del turismo nelle Andamane </title>
      <description>&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3257/jarawa-grab2-1_screen.jpg" class="image_zoom" title="Un fermo immagine del video che ritrae alcune giovani Jarawa costrette a danzare per i turisti."&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3257/jarawa-grab2-1_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="Un fermo immagine del video che ritrae alcune giovani Jarawa costrette a danzare per i turisti." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;Un fermo immagine del video che ritrae alcune giovani Jarawa costrette a danzare per i turisti.&lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;&lt;p&gt;© Anon&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Survival International lancia oggi il boicottaggio del turismo nelle Isole Andamane, in India. Il boicottaggio continuerà fino a quando non sarà posta fine alla pratica degradante dei &amp;#8220;safari umani&amp;#8221;  nelle terre dove abitano 400 indigeni &lt;a href="http://www.survival.it/popoli/jarawa"&gt;Jarawa&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;#8217;organizzazione per i diritti dei popoli indigeni chiede ai 200.000 viaggiatori che ogni anno si recano nelle Andamane di rinunciare a visitare le isole. L&amp;#8217;obiettivo è la chiusura ai turisti della strada che attraversa la foresta degli Jarawa e la creazione di una via di comunicazione alternativa, al di fuori del territorio della tribù.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Survival ha scritto a più di 200 agenzie di viaggio in undici nazioni diverse, chiedendo loro di sospendere i tour nelle isole Andamane. L&amp;#8217;organizzazione diffonderà anche pubblicità mirate a scoraggiare i turisti dal visitare la popolare destinazione turistica. Survival chiede ai viaggiatori di impegnarsi a non effettuare viaggi nelle isole fino a quando le richieste non saranno state soddisfatte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni giorno, centinaia di turisti provenienti dall&amp;#8217;India e da altre parti del mondo viaggiano lungo la strada illegale conosciuta con il nome di Andaman Trunk Road per avvistare membri della tribù degli Jarawa, trattandoli &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/8913"&gt;come animali in un parco safari&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3256/ind-jar-ac-02-crop2_screen.jpg" class="image_zoom" title="Il boicottaggio del turismo nelle Isole Andamane promosso da Survival continuerà fino a quando non saranno fermati i &amp;apos;safari umani&amp;apos; nelle terre degli Jarawa."&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3256/ind-jar-ac-02-crop2_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="Il boicottaggio del turismo nelle Isole Andamane promosso da Survival continuerà fino a quando non saranno fermati i &amp;apos;safari umani&amp;apos; nelle terre degli Jarawa." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;Il boicottaggio del turismo nelle Isole Andamane promosso da Survival continuerà fino a quando non saranno fermati i &amp;apos;safari umani&amp;apos; nelle terre degli Jarawa.&lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;&lt;p&gt;© Ariberto De Blasoni/Survival&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;

&lt;p&gt;Quando a Enmai, un giovane Jarawa, è stato chiesto come si sentiva quando gli stranieri lo fotografavano, lui ha risposto: &amp;#8220;Mi sento a disagio. Non mi piace quando scattano foto dalle loro auto.&amp;#8221;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&amp;#8217;inizio dell&amp;#8217;anno, &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/8946"&gt;la Corte Suprema indiana aveva bandito i turisti dalla strada&lt;/a&gt;.  Il divieto è rimasto in vigore per sette settimane, riducendo di due terzi il traffico lungo la Andaman Trunk Road. È stato revocato grazie a uno stratagemma delle autorità delle isole, che &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/9013"&gt;hanno modificato le leggi locali&lt;/a&gt; per permettere ai &amp;#8220;safari umani&amp;#8221; di continuare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I tour sono stati ampiamente condannati, sia in India sia nel resto del mondo. Il Ministro indiano agli Affari Indigeni li ha definiti &amp;#8220;riprovevoli&amp;#8221; e &amp;#8220;imbarazzanti&amp;#8221;. Lo scorso anno, in risposta a una segnalazione di Survival, le Nazioni Unite hanno espresso la loro &amp;#8220;profonda preoccupazione&amp;#8221; per i &amp;#8220;safari umani&amp;#8221; e hanno sollecitato la chiusura della strada illegale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;Il governo delle Andamane sostiene che la strada sia una linea di comunicazione importante verso il nord dell&amp;#8217;isola. È un&amp;#8217;assurdità: in realtà la strada non ha alcuna ragione di esistere&amp;#8221; ha dichiarato oggi il Direttore Generale di Survival International, Stephen Corry. &amp;quot;Per gli isolani, usare le barche sarebbe più veloce, più conveniente e più economico: una via marittima alternativa sarebbe una soluzione migliore per i locali, per i turisti e anche per gli Jarawa. Non ci sarà fine ai degradanti &amp;#8220;safari umani&amp;#8221; fino a quando i turisti non smetteranno di usare la strada. E noi continueremo il boicottaggio fino a quando questo non avverrà.&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nota ai redattori:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- &lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/documents/973/letterasurvival-boicottaggio-andamane.pdf"&gt;Scarica e leggi la lettera inviata da Survival alle agenzie di viaggio italiane&lt;/a&gt; (&lt;span class="caps"&gt;PDF&lt;/span&gt;, 147kb).&lt;br /&gt;
- &lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/documents/961/12.pdf"&gt;Leggi la lettera delle Nazioni Unite alle autorità indiane&lt;/a&gt; (&lt;span class="caps"&gt;PDF&lt;/span&gt;, 66kb).&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/YdJPE9dI-Zs" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Tue, 30 Apr 2013 09:23:32 +0100</pubDate>
      <link>http://feeds.survivalinternational.org/~r/SurvivalItaliano/~3/YdJPE9dI-Zs/9205</link>
      <guid isPermaLink="false">http://www.survival.it/notizie/9205</guid>
    <feedburner:origLink>http://www.survival.it/notizie/9205</feedburner:origLink></item>
    <item>
      <title>Ritrovato il rapporto 'perduto' di Figueiredo: svelò il genocidio degli Indiani del Brasile</title>
      <description>&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3209/braz-figu-1-crop_screen.jpg" class="image_zoom" title="Sciamano Umutima nel 1957. Nel 1969 gran parte degli Umutima era ormai stata sterminata da un&amp;apos;epidemia di influenza. "&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3209/braz-figu-1-crop_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="Sciamano Umutima nel 1957. Nel 1969 gran parte degli Umutima era ormai stata sterminata da un&amp;apos;epidemia di influenza. " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;Sciamano Umutima nel 1957. Nel 1969 gran parte degli Umutima era ormai stata sterminata da un&amp;apos;epidemia di influenza. &lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;© José Idoyaga/Survival&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Dopo essere andato &amp;#8220;distrutto&amp;#8221; in un misterioso incendio 45 anni fa, è tornato inaspettatamente alla luce un rapporto scioccante che descrive dettagliatamente le orribili atrocità perpetrate contro gli &lt;a href="http://www.survival.it/popoli/brasile"&gt;Indiani del Brasile&lt;/a&gt; tra gli anni &amp;#8217;40 e &amp;#8217;60.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il rapporto fu commissionato nel 1967 dal Ministro dell&amp;#8217;Interno brasiliano. Le rivelazioni dei crimini commessi contro le popolazioni indigene del Brasile dai potenti latifondisti e dal Servizio governativo per la Protezione dell&amp;#8217;Indio (&lt;span class="caps"&gt;SPI&lt;/span&gt;) provocarono sdegno in tutto il mondo e portarono, due anni dopo, alla &lt;a href="http://www.survival.it/chisiamo"&gt;nascita dell&amp;#8217;organizzazione per i diritti dei popoli indigeni Survival International&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le oltre 7.000 pagine del rapporto, scritto dal procuratore generale Jader de Figueiredo Correia, documentavano dettagliatamente assassini di massa, torture e guerre batteriologiche, casi di schiavitù, abusi sessuali, furti di terra e negligenze nei confronti delle popolazioni indigene del Brasile. Per effetto di questi crimini, decine di tribù furono completamente sterminate e molte altre furono decimate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il rapporto è stato ritrovato recentemente presso il Museo dell&amp;#8217;Indio, in Brasile, e si trova ora nelle mani della Comissão Nacional da Verdade, che investiga sulle violazioni dei diritti umani occorsi tra il 1947 e il 1988.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una delle tante storie raccapriccianti contenute nel rapporto è quella conosciuta come il &lt;a href="http://www.survival.it/articoli/3192-perch-si-isolano"&gt;&amp;#8216;Massacro dell&amp;#8217;11° parallelo&amp;#8217;&lt;/a&gt;, quando un piccolo aereo lanciò dinamite sul villaggio dei Cinta Larga. Trenta Indiani furono uccisi &amp;#8211; solo due sopravvissero per raccontare l&amp;#8217;accaduto.&lt;/p&gt;
&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3210/braz-figu2-crop_screen.jpg" class="image_zoom" title="Una coppia Karajá con il loro bambino, morto di influenza."&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3210/braz-figu2-crop_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="Una coppia Karajá con il loro bambino, morto di influenza." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;Una coppia Karajá con il loro bambino, morto di influenza.&lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;© Jesco von Puttkamer/ IGPA archive&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;

&lt;p&gt;Altre testimonianze includono l&amp;#8217;avvelenamento di centinaia di Indiani con zucchero intriso di arsenico, e la descrizione di metodi di tortura terribili, come quello di schiacciare lentamente le caviglie delle vittime con uno strumento conosciuto come il &amp;#8220;tronco&amp;#8221;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le scoperte di Figueiredo scatenarono le proteste internazionali. Basandosi sul rapporto, il 23 febbraio 1969 il giornalista Normal Lewis scrisse in un articolo intitolato &amp;#8220;Genocidio&amp;#8221;: &amp;#8220;Dal fuoco alle spade, dall&amp;#8217;arsenico alle pallottole &amp;#8211; la civilizzazione ha portato sei milioni di Indiani all&amp;#8217;estinzione.&amp;#8221; &lt;a href="http://www.scribd.com/doc/39884822/Norman-Lewis-article-which-led-to-the-founding-of-Survival-International"&gt;Pubblicato sul Sunday Times britannico&lt;/a&gt;, l&amp;#8217;articolo spinse un piccolo gruppo di cittadini preoccupati a fondare, pochi mesi dopo, Survival International.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In risposta al rapporto di Figueiredo, il Brasile lanciò un&amp;#8217;inchiesta giudiziaria che portò all&amp;#8217;incriminazione di 134 funzionari governativi, accusati di oltre 1.000 crimini. 38 di loro furono licenziati, ma nessuno fu mai incarcerato per le atrocità commesse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Servizio per la Protezione dell&amp;#8217;Indio fu sciolto e sostituito dal &lt;a href="http://www.survivalinternational.org/about/funai"&gt;&lt;span class="caps"&gt;FUNAI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, l&amp;#8217;odierno Dipartimento brasiliano agli Affari Indiani. Da allora ampie fasce di terra indigena sono state demarcate e protette, ma le tribù brasiliane continuano a lottare contro l&amp;#8217;invasione e la distruzione delle loro terre da parte di taglialegna illegali, allevatori e coloni, e contro gli aggressivi programmi di crescita economica del governo, che mirano a portare &lt;a href="http://www.survivalinternational.org/about/belo-monte-dam"&gt;dozzine di grandi dighe idroelettriche&lt;/a&gt; e attività estrattive su larga scala proprio nei territori indigeni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;Il rapporto Figueiredo è una lettura raccapricciante, ma in una cosa, niente è cambiato: quando si tratta dell&amp;#8217;uccisione degli Indiani, regna l&amp;#8217;impunità&amp;#8221; ha dichiarato oggi il Direttore Generale di &lt;a href="http://www.survival.it"&gt;Survival International&lt;/a&gt;, Stephen Corry. &amp;#8220;Uomini armati uccidono regolarmente gli indigeni, nella consapevolezza che difficilmente saranno consegnati alla giustizia. Nessuno degli assassini dei leader tribali Guarani o Makuxi è mai stato incarcerato per i crimini commessi. È difficile non pensare che alla radice dell&amp;#8217;incapacità del Brasile di difendere la vita dei suoi cittadini indigeni non ci siano il razzismo e l&amp;#8217;avidità.&amp;#8221;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Immagini scaricabili:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0; padding-right: 10px;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3206/braz-figu-1_original.jpg" title="Sciamano Umutima nel 1957. Nel 1969 gran parte degli Umutima era ormai stata sterminata da un'epidemia di influenza. &amp;nbsp; &amp;amp;copy; José Idoyaga/Survival"&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3206/braz-figu-1_news_medium_original_aspect.jpg" data-retina-available=true width="249" alt="Sciamano Umutima nel 1957. Nel 1969 gran parte degli Umutima era ormai stata sterminata da un'epidemia di influenza." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 3px; vertical-align: top;"&gt;&lt;strong&gt;Sciamano Umutima nel 1957. Nel 1969 gran parte degli Umutima era ormai stata sterminata da un'epidemia di influenza.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3206/braz-figu-1_original.jpg"&gt;Scarica la foto in alta risoluzione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Credito obbligatorio: &amp;copy; José Idoyaga/Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;div class='clearer'&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0; padding-right: 10px;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3208/braz-misc-s-01_original.jpg" title="Il rapporto di Figueiredo denunciò le atrocità commesse anche contro i Cinta Larga. Dopo aver sparato alla testa del suo bambino, gli assassini tagliarono la madre in due. &amp;nbsp; &amp;amp;copy; Survival"&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3208/braz-misc-s-01_news_medium_original_aspect.jpg" data-retina-available=true width="249" alt="Il rapporto di Figueiredo denunciò le atrocità commesse anche contro i Cinta Larga. Dopo aver sparato alla testa del suo bambino, gli assassini tagliarono la madre in due." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 3px; vertical-align: top;"&gt;&lt;strong&gt;Il rapporto di Figueiredo denunciò le atrocità commesse anche contro i Cinta Larga. Dopo aver sparato alla testa del suo bambino, gli assassini tagliarono la madre in due.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3208/braz-misc-s-01_original.jpg"&gt;Scarica la foto in alta risoluzione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Credito obbligatorio: &amp;copy; Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;div class='clearer'&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0; padding-right: 10px;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3207/braz-figu2_original.jpg" title="Una coppia Karajá con il loro bambino, morto di influenza.  &amp;nbsp; &amp;amp;copy; Jesco von Puttkamer/ &amp;lt;span class=&amp;quot;caps&amp;quot;&amp;gt;IGPA&amp;lt;/span&amp;gt; archive"&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3207/braz-figu2_news_medium_original_aspect.jpg" data-retina-available=true width="249" alt="Una coppia Karajá con il loro bambino, morto di influenza. " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 3px; vertical-align: top;"&gt;&lt;strong&gt;Una coppia Karajá con il loro bambino, morto di influenza. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3207/braz-figu2_original.jpg"&gt;Scarica la foto in alta risoluzione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Credito obbligatorio: &amp;copy; Jesco von Puttkamer/ &lt;span class="caps"&gt;IGPA&lt;/span&gt; archive&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;div class='clearer'&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/Xsr7M7InCCA" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 25 Apr 2013 09:11:18 +0100</pubDate>
      <link>http://feeds.survivalinternational.org/~r/SurvivalItaliano/~3/Xsr7M7InCCA/9194</link>
      <guid isPermaLink="false">http://www.survival.it/notizie/9194</guid>
    <feedburner:origLink>http://www.survival.it/notizie/9194</feedburner:origLink></item>
    <item>
      <title>Proteste in tutto il mondo contro l'espansione del progetto gas in Amazzonia</title>
      <description>&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3159/camisea-landscape_screen.png" class="image_zoom" title="Uno dei cartelli usati dai manifestanti di Survival contro il progetto Camisea del Perù."&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3159/camisea-landscape_article_column.png" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="Uno dei cartelli usati dai manifestanti di Survival contro il progetto Camisea del Perù." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;Uno dei cartelli usati dai manifestanti di Survival contro il progetto Camisea del Perù.&lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;© Survival&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;I sostenitori di Survival International hanno manifestato oggi davanti alle ambasciate e ai consolati peruviani di San Francisco e di varie città europee contro l&amp;#8217;espansione del progetto del gas &lt;a href="http://www.survivalinternational.org/about/Camisea"&gt;Camisea&lt;/a&gt;  nella foresta amazzonica del Perù, che minaccia le vite degli &lt;a href="http://www.survival.it/popoli/indianiincontattati"&gt;Indiani incontattati&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con cartelli e maschere anti-gas, i manifestanti hanno denunciato gli effetti letali del progetto Camisea sulle &lt;a href="http://www.uncontactedtribes.org/videobrasile"&gt;tribù incontattate&lt;/a&gt; che abitano nell&amp;#8217;area. In seguito, hanno consegnato alle ambasciate e ai consolati peruviani taniche di benzina contenenti i nomi delle &lt;a href="http://www.uncontactedtribes.org/videobrasile#main-box"&gt;120.000 persone che hanno firmato la petizione&lt;/a&gt; urgente lanciata da Survival. La petizione chiede al Presidente del Perù di impedire ai forestieri e alle compagnie di invadere la terra delle tribù incontattate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Liquid error: undefined method `english_picture_credit&amp;#8217; for nil:NilClass&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nonostante anche &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/9062"&gt;l&amp;#8217;ONU abbia chiesto la &amp;#8220;sospensione immediata&amp;#8221; dei lavori&lt;/a&gt;, il Ministro dell&amp;#8217;Energia peruviano sta per approvare un&amp;#8217;importante espansione del progetto che, con tutta probabilità, risulterà devastante per le tribù.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Camisea si estende proprio nel cuore della &lt;a href="http://www.survival.it/galleria/machupicchu"&gt;Riserva Nahua-Nanti&lt;/a&gt; &amp;#8211; una zona creata per gli indiani incontattati, che funge anche da cuscinetto per il Parco Nazionale di Manu, definito dall&amp;#8217;UNESCO &amp;#8220;il luogo a più alta biodiversità di tutta la terra&amp;#8221;. Camisea è il progetto d&amp;#8217;estrazione del gas più grande del Perù, ed è gestito dall&amp;#8217;argentina Pluspetrol, dall&amp;#8217;americana Hunt Oil e dalla spagnola Repsol.&lt;/p&gt;
&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/192/peru-nan-xx-12-medium_screen.jpg" class="image_zoom" title="L&amp;apos;espansione del progetto Camisea minaccia le vite delle tribù incontattate della Riserva Nahua-Nanti. "&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/192/peru-nan-xx-12-medium_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="L&amp;apos;espansione del progetto Camisea minaccia le vite delle tribù incontattate della Riserva Nahua-Nanti. " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;L&amp;apos;espansione del progetto Camisea minaccia le vite delle tribù incontattate della Riserva Nahua-Nanti. &lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;© Survival&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;

&lt;p&gt;Gli indiani incontattati sono estremamente vulnerabili alle malattie introdotte dagli stranieri: negli anni &amp;#8217;80, le prime esplorazioni nel Lotto Camisea provocarono la morte di &lt;a href="http://www.survivalinternational.org/about/shell"&gt;metà della popolazione nahua&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre ai rischi di trasmettere malattie tramite il contatto, i lavori minacciano anche di distruggere la foresta e di far fuggire gli animali da cui gli Indiani dipendono per la sopravvivenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;Espandere il progetto Camisea nel profondo del territorio degli Indiani incontattati è sconsiderato e profondamente irresponsabile&amp;#8221; ha dichiarato oggi il Direttore generale di Survival International, Stephen Corry. &amp;#8220;Migliaia di persone in tutto in mondo sono contrarie al progetto; l&amp;#8217;ONU ha chiesto che sia sospeso; &lt;a href="http://www.survival.it/campagne/169"&gt;la legge internazionale proibisce l&amp;#8217;espansione di Camisea&lt;/a&gt;. E allora perché questo progetto letale è ancora in auge? Il governo non solo sta mettendo a rischio la sua reputazione, ma si sta anche rendendo colpevole di violazione delle leggi internazionali.&amp;#8221;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nota agli editori:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Scarica le immagini delle manifestazioni in alta risoluzione:&lt;/p&gt;
&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0; padding-right: 10px;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3159/camisea-landscape_original.png" title="Uno dei cartelli usati dai manifestanti di Survival contro il progetto Camisea del Perù. &amp;nbsp; &amp;amp;copy; Survival"&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3159/camisea-landscape_news_medium_original_aspect.png" data-retina-available=true width="249" alt="Uno dei cartelli usati dai manifestanti di Survival contro il progetto Camisea del Perù." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 3px; vertical-align: top;"&gt;&lt;strong&gt;Uno dei cartelli usati dai manifestanti di Survival contro il progetto Camisea del Perù.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3159/camisea-landscape_original.png"&gt;Scarica la foto in alta risoluzione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Credito obbligatorio: &amp;copy; Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;div class='clearer'&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;


&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0; padding-right: 10px;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3181/uk-per-demo3_original.jpg" title="I manifestanti di Survival a Londra con cartelli e maschere antigas, a simboleggiare gli effetti letali del progetto Camisea sulle tribù incontattate del Perù. &amp;nbsp; &amp;amp;copy; Survival"&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3181/uk-per-demo3_news_medium_original_aspect.jpg" data-retina-available=true width="249" alt="I manifestanti di Survival a Londra con cartelli e maschere antigas, a simboleggiare gli effetti letali del progetto Camisea sulle tribù incontattate del Perù." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 3px; vertical-align: top;"&gt;&lt;strong&gt;I manifestanti di Survival a Londra con cartelli e maschere antigas, a simboleggiare gli effetti letali del progetto Camisea sulle tribù incontattate del Perù.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3181/uk-per-demo3_original.jpg"&gt;Scarica la foto in alta risoluzione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Credito obbligatorio: &amp;copy; Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;div class='clearer'&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;


&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0; padding-right: 10px;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3180/uk-per-demo1_original.jpg" title="I manifestanti di Survival a Londra con cartelli e maschere antigas, a simboleggiare gli effetti letali del progetto Camisea sulle tribù incontattate del Perù. &amp;nbsp; &amp;amp;copy; Survival"&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3180/uk-per-demo1_news_medium_original_aspect.jpg" data-retina-available=true width="249" alt="I manifestanti di Survival a Londra con cartelli e maschere antigas, a simboleggiare gli effetti letali del progetto Camisea sulle tribù incontattate del Perù." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 3px; vertical-align: top;"&gt;&lt;strong&gt;I manifestanti di Survival a Londra con cartelli e maschere antigas, a simboleggiare gli effetti letali del progetto Camisea sulle tribù incontattate del Perù.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3180/uk-per-demo1_original.jpg"&gt;Scarica la foto in alta risoluzione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Credito obbligatorio: &amp;copy; Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;div class='clearer'&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;


&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0; padding-right: 10px;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3183/uk-per-demo5_original.jpg" title="I manifestanti di Survival a Londra con cartelli e maschere antigas, a simboleggiare gli effetti letali del progetto Camisea sulle tribù incontattate del Perù. &amp;nbsp; &amp;amp;copy; Survival"&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3183/uk-per-demo5_news_medium_original_aspect.jpg" data-retina-available=true width="249" alt="I manifestanti di Survival a Londra con cartelli e maschere antigas, a simboleggiare gli effetti letali del progetto Camisea sulle tribù incontattate del Perù." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 3px; vertical-align: top;"&gt;&lt;strong&gt;I manifestanti di Survival a Londra con cartelli e maschere antigas, a simboleggiare gli effetti letali del progetto Camisea sulle tribù incontattate del Perù.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3183/uk-per-demo5_original.jpg"&gt;Scarica la foto in alta risoluzione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Credito obbligatorio: &amp;copy; Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;div class='clearer'&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;


&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0; padding-right: 10px;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3184/uk-per-demo4_original.jpg" title="I manifestanti di Survival a Londra consegnano una petizione con 120.000 firme chiedendo al Presidente del Perù di proteggere le tribù incontattate dall'invasione delle loro terre. &amp;nbsp; &amp;amp;copy; Survival"&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3184/uk-per-demo4_news_medium_original_aspect.jpg" data-retina-available=true width="249" alt="I manifestanti di Survival a Londra consegnano una petizione con 120.000 firme chiedendo al Presidente del Perù di proteggere le tribù incontattate dall'invasione delle loro terre." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 3px; vertical-align: top;"&gt;&lt;strong&gt;I manifestanti di Survival a Londra consegnano una petizione con 120.000 firme chiedendo al Presidente del Perù di proteggere le tribù incontattate dall'invasione delle loro terre.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3184/uk-per-demo4_original.jpg"&gt;Scarica la foto in alta risoluzione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Credito obbligatorio: &amp;copy; Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;div class='clearer'&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="padding: 0; padding-right: 10px;"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3188/es-per-demo2_original.jpg" title="I manifestanti di Survival a Madrid con cartelli e maschere antigas, a simboleggiare gli effetti letali del progetto Camisea sulle tribù incontattate del Perù. &amp;nbsp; &amp;amp;copy; Survival"&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3188/es-per-demo2_news_medium_original_aspect.jpg" data-retina-available=true width="249" alt="I manifestanti di Survival a Madrid con cartelli e maschere antigas, a simboleggiare gli effetti letali del progetto Camisea sulle tribù incontattate del Perù." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="font-size: 0.85em; margin-top: 0px; padding-top: 3px; vertical-align: top;"&gt;&lt;strong&gt;I manifestanti di Survival a Madrid con cartelli e maschere antigas, a simboleggiare gli effetti letali del progetto Camisea sulle tribù incontattate del Perù.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3188/es-per-demo2_original.jpg"&gt;Scarica la foto in alta risoluzione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Credito obbligatorio: &amp;copy; Survival&lt;/small&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;div class='clearer'&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/mLVFY8HIh9Y" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Tue, 23 Apr 2013 12:40:00 +0100</pubDate>
      <link>http://feeds.survivalinternational.org/~r/SurvivalItaliano/~3/mLVFY8HIh9Y/9182</link>
      <guid isPermaLink="false">http://www.survival.it/notizie/9182</guid>
    <feedburner:origLink>http://www.survival.it/notizie/9182</feedburner:origLink></item>
    <item>
      <title>Paura nel Papua Occidentale per un programma di “sviluppo” dell’esercito indonesiano</title>
      <description>&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/634/indo-wp-kor-dh-60_screen.jpg" class="image_zoom" title="La presenza militare nel Papua Occidentale è quasi sempre accompagnata da violazioni dei diritti umani come assassinii, arresti arbitrari, stupri e torture."&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/634/indo-wp-kor-dh-60_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="La presenza militare nel Papua Occidentale è quasi sempre accompagnata da violazioni dei diritti umani come assassinii, arresti arbitrari, stupri e torture." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;La presenza militare nel Papua Occidentale è quasi sempre accompagnata da violazioni dei diritti umani come assassinii, arresti arbitrari, stupri e torture.&lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;© Survival&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;I leader papuasi hanno espresso la loro preoccupazione verso un progetto che prevede la costruzione, da parte di un migliaio di soldati indonesiani, di più di 1.500 chilometri di nuove strade nei prossimi due anni. Il piano mira ad accelerare lo “sviluppo” nel Papua Occidentale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il governo sostiene che l’instabilità della regione è causata dalla mancanza di “sviluppo”, mentre i &lt;a href="http://www.survival.it/popoli/papuasi"&gt;Papuasi&lt;/a&gt; attribuiscono la colpa dei loro problemi alla violazione dei loro diritti umani e politici. Survival International e molti Papuasi temono che l’afflusso di soldati non porterà alla regione né sviluppo né pace.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“I Papuasi Occidentali non hanno bisogno di grandi strade” ha dichiarato a Survival il Reverendo Socratez Yoman, un leader papuaso, “ma di una vita migliore sulla propria terra, senza intimidazioni, terrore, abusi e uccisioni”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo un altro leader, Markus Haluk, le strade aprirebbero le foreste al disboscamento illegale, in gran parte probabilmente per mano degli stessi militari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La presenza dell’esercito nel Papua Occidentale è quasi sempre accompagnata da violazioni dei diritti umani, tra cui uccisioni, detenzioni arbitrarie, stupri e torture.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il cosiddetto “sviluppo” ha già inflitto enormi danni al popolo papuaso. Infatti, nonostante ospiti la miniera d’oro più grande del mondo, il Papua Occidentale rimane la regione più povera dell’Indonesia; si ritiene che qui &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/5429"&gt;i tassi di &lt;span class="caps"&gt;HIV&lt;/span&gt;/&lt;span class="caps"&gt;AIDS&lt;/span&gt; siano 20 volte più alti&lt;/a&gt; che nel resto del paese. Molti dei casi di &lt;span class="caps"&gt;HIV&lt;/span&gt;/&lt;span class="caps"&gt;AIDS&lt;/span&gt; risalgono all’industria del sesso, che ha accompagnato l’arrivo dei lavoratori impiegati nelle industrie della pesca, del legname e delle miniere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molti Papuasi credono che i militari abbiano interesse a introdurre l’HIV/&lt;span class="caps"&gt;AIDS&lt;/span&gt; nel Papua Occidentale e la considerano come un tentativo di fare pulizia etnica. In alcune aree i militari hanno fornito alcool e prostitute per corrompere i leader tribali e ottenere l’accesso alla loro terra e alle loro risorse naturali. La malattia sta devastando alcune tribù. L’incidenza è particolarmente alta in aree in cui il cosiddetto “sviluppo” ha già preso piede, come nei pressi della miniera anglo-statunitense Grasberg.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Survival International chiede al governo indonesiano di mettere fine alle violazioni dei diritti umani nel Papua Occidentale e di avviare colloqui significativi con i Papuasi, così che questi possano decidere autonomamente del proprio stile di vita, delle loro priorità di sviluppo e del proprio futuro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per maggiori informazioni sull’impatto dello “sviluppo” imposto ai popoli indigeni leggi il rapporto di Survival &lt;a href="http://www.survival.it/campagne/ilprogressopuouccidere"&gt;Il progresso può uccidere&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/avXMQAd3QzU" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Mon, 22 Apr 2013 14:33:00 +0100</pubDate>
      <link>http://feeds.survivalinternational.org/~r/SurvivalItaliano/~3/avXMQAd3QzU/9202</link>
      <guid isPermaLink="false">http://www.survival.it/notizie/9202</guid>
    <feedburner:origLink>http://www.survival.it/notizie/9202</feedburner:origLink></item>
    <item>
      <title>Brasile - Centinaia di Indiani occupano il Congresso in segno di protesta</title>
      <description>&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3164/abr_screen.jpg" class="image_zoom" title="Protesta degli Indiani brasiliani al Congresso contro degli emendamenti costituzionali."&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3164/abr_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="Protesta degli Indiani brasiliani al Congresso contro degli emendamenti costituzionali." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;Protesta degli Indiani brasiliani al Congresso contro degli emendamenti costituzionali.&lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;© José Cruz/ABr&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Mentre il Brasile festeggiava la &lt;a href="http://pib.socioambiental.org/pt/c/diadoindio"&gt;Giornata nazionale dell’Indio,&lt;/a&gt; centinaia di Indiani brasiliani appartenenti a diverse tribù hanno invaso e occupato nei giorni scorsi il Congresso per protestare contro tentativi di modificare la legge che riguarda i loro diritti territoriali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli Indiani sono indignati per la proposta di un emendamento costituzionale che indebolirebbe la loro posizione sulla questione territoriale. Temono che, trasferendo dal governo al Congresso la competenza di demarcare i territori indigeni, il “PEC 215” possa causare ulteriori ritardi e ostacoli al riconoscimento e alla protezione della loro terra ancestrale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli Indiani giurano che le proteste non cesseranno fino a quando il proposto emendamento non sarà stato revocato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insieme alla &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/8533"&gt;Direttiva 303&lt;/a&gt;, l’emendamento 215 è frutto delle pressioni esercitate dalla potente lobby rurale brasiliana, tra cui si contano numerosi politici proprietari di imprese agricole e allevamenti in terra indigena.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se approvato, potrebbe portare alla rovina migliaia di Indiani da lungo tempo in attesa che il governo adempia al suo dovere costituzionale di mappare le loro terre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre l’industria della canna da zucchero prospera grazie alle piantagioni aperte nelle terre indigene, i &lt;a href="http://www.survival.it/popoli/guarani"&gt;Guarani&lt;/a&gt; del Mato Grosso do Sul soffrono di malnutrizione, violenza e omicidi, e di uno dei tassi di suicidio più alti al mondo. Il portavoce guarani Tonico Benites spiega: “I suicidi dei Guarani si verificano e stanno aumentando a causa dei ritardi nell’identificazione e demarcazione della nostra terra ancestrale”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel resto del paese, i popoli indigeni stanno lottando perché le loro terre siano protette dalle invasioni di taglialegna, allevatori, minatori e coloni. Gli Awá dell’Amazzonia nord-orientale sono diventati &lt;a href="http://www.survival.it/awa"&gt;la tribù più minacciata del mondo&lt;/a&gt;. Gli Awá incontattati non sopravviveranno se non ci sarà un intervento immediato da parte delle autorità, volto a proteggere la loro foresta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ieri, a Ajarani, nella parte orientale del loro territorio, l&amp;#8217;associazione yanomami &lt;a href="http://www.hutukara.org/"&gt;Hutukara&lt;/a&gt; ha organizzato una manifestazione a cui hanno partecipato circa 400 &lt;a href="http://www.survival.it/popoli/yanomami"&gt;Yanomami&lt;/a&gt;. Questa zona è occupata dagli allevatori di bestiame da decenni. Nonostante il tribunale abbia ordinato agli invasori di andarsene, gli allevatori rifiutano di farlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“La presenza degli allevatori nella regione ha causato un danno enorme alla popolazione indigena e all&amp;#8217;ambiente, come deforestazione e incendi” ha dichiarato il vice-presidente di Hutukara, Maurício Ye&amp;#8217;kuana. “Vogliamo che questa situazione finisca.”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Contemporaneamente, gli Indiani Munduruku protestano da mesi contro la proposta di costruire una serie di dighe idroelettriche lungo il Tapajós, un grande affluente del Rio delle Amazzoni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mese scorso, esercito e polizia hanno lanciato l’operazione “Tapajós”, nel tentativo di stroncare le proteste degli Indiani prima dell&amp;#8217;arrivo delle squadre tecniche di rilevamento per la costruzione della prima diga, São Luis do Tapajós.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 16 aprile &lt;a href="http://lab.org.uk/brazil-tapajos-operation-suspended"&gt;un giudice federale ha ordinato la sospensione dell’operazione&lt;/a&gt;, e ha chiesto che gli Indiani e le altre comunità colpite siano consultati prima dell’inizio dei lavori tecnici. Il giudice ha anche stabilito che venga compiuto uno studio d’impatto ambientale che tenga conto dell&amp;#8217;impatto cumulativo di tutte le dighe progettate sul Tapajós.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/WTWr7Ki3c1k" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Fri, 19 Apr 2013 16:12:00 +0100</pubDate>
      <link>http://feeds.survivalinternational.org/~r/SurvivalItaliano/~3/WTWr7Ki3c1k/9175</link>
      <guid isPermaLink="false">http://www.survival.it/notizie/9175</guid>
    <feedburner:origLink>http://www.survival.it/notizie/9175</feedburner:origLink></item>
    <item>
      <title>Confermato! Spetta alla tribù di Avatar decidere del futuro della miniera Vedanta</title>
      <description>&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/2970/ind-don-2010-ld2-179_screen.jpg" class="image_zoom" title="Con una decisione storica, la Corte Suprema dell&amp;apos;India ha riconosciuto il diritto dei Dongria Kondh di adorare la loro montagna sacra."&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/2970/ind-don-2010-ld2-179_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="Con una decisione storica, la Corte Suprema dell&amp;apos;India ha riconosciuto il diritto dei Dongria Kondh di adorare la loro montagna sacra." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;Con una decisione storica, la Corte Suprema dell&amp;apos;India ha riconosciuto il diritto dei Dongria Kondh di adorare la loro montagna sacra.&lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;&lt;p&gt;© Survival&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Con una storica decisione, la Corte Suprema dell&amp;#8217;India ha respinto oggi un ricorso in appello con cui &lt;a href="http://www.survivalinternational.org/about/Vedanta"&gt;Vedanta Resources&lt;/a&gt; avrebbe potuto ottenere il permesso di fare attività mineraria sulle colline di Niyamgiri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con una sentenza molto articolata, il tribunale ha stabilito che a decidere se la miniera potrà essere aperta o meno, sono coloro che ne subiscono l&amp;#8217;impatto più grave.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Corte ha riconosciuto che il diritto dei &lt;a href="http://www.survival.it/popoli/dongria"&gt;Dongria Kondh&lt;/a&gt; di adorare la loro montagna sacra deve essere &amp;#8220;protetto e preservato&amp;#8221;, e che il processo decisionale deve tener conto dell&amp;#8217;opinione di chi ha diritti religiosi e culturali. La tribù ha ora tre mesi di tempo per decidere se permettere gli scavi sulle sue colline sacre, ma vi sono gravi preoccupazioni per le pressioni che qualcuno potrebbe esercitare sulla comunità durante questo periodo cruciale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli anni scorsi, la lotta determinata condotta dalla tribù contro la compagnia mineraria [una delle 100 società più capitalizzate quotate allo Stock Exchange di Londra (&lt;span class="caps"&gt;FTSE&lt;/span&gt;-100)], è stata &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/6290"&gt;paragonata alla storia di Avatar&lt;/a&gt; e ha ottenuto il sostegno di molte celebrità, come Claudio Santamaria, che ha narrato &lt;a href="http://www.survival.it/film/mine"&gt;la versione italiana del film &lt;em&gt;Mine&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; realizzato da &lt;a href="http://www.survival.it/"&gt;Survival&lt;/a&gt; durante la lunga campagna. Anche l&amp;#8217;attrice inglese Joanna Lumley ha sostenuto il caso e ha dichiarato oggi: &amp;#8220;È meraviglioso vedere prevalere la giustizia. Una decisione diversa da parte del tribunale sarebbe stata inconcepibile perché le prove contro la miniera erano schiaccianti&amp;#8221;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La decisione infligge un colpo gravissimo sia alla Vedanta del miliardario &lt;a href="http://www.survivalinternational.org/about/anil-agarwal"&gt;Anil Agarwal&lt;/a&gt; sia alla statale Odisha Mining Corporation, che aveva presentato il ricorso e ha sostenuto la miniera fin dall&amp;#8217;inizio.&lt;/p&gt;
&lt;div class="picture"&gt;&lt;a href="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3050/ind-don-bk-39_screen.jpg" class="image_zoom" title="A febbraio, i Dongria avevano ribadito la loro determinazione a non lasciare le colline di Niyamgiri."&gt;&lt;img src="http://assets.survivalinternational.org/pictures/3050/ind-don-bk-39_article_column.jpg" data-retina-available=true class="screen-image" width="600" height="381" alt="A febbraio, i Dongria avevano ribadito la loro determinazione a non lasciare le colline di Niyamgiri." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="picture-caption"&gt;A febbraio, i Dongria avevano ribadito la loro determinazione a non lasciare le colline di Niyamgiri.&lt;/div&gt;&lt;div class="picture-credit"&gt;&lt;p&gt;© Bikash Khemka / Survival&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;

&lt;p&gt;Il via libera all&amp;#8217;apertura della miniera era stato &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/6398"&gt;bloccato dal ministro dell&amp;#8217;ambiente dell&amp;#8217;India nel 2010&lt;/a&gt;. Fino a poco tempo fa, però, Vedanta aveva mantenuto in funzione la sua raffineria alle pendici della collina. &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/8677"&gt;Gli impianti sono stati chiusi nel dicembre 2012&lt;/a&gt; per mancanza di bauxite, il minerale che l&amp;#8217;impianto avrebbe dovuto lavorare grazie alla miniera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;#8217;opposizione alla miniera è sempre stata corale in tutto lo stato di Odisha. Migliaia di manifestanti si erano uniti in una &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/8865"&gt;&amp;#8216;dimostrazione di sfida&amp;#8217;&lt;/a&gt; lo scorso dicembre, e centinaia di Dongria avevano ribadito la loro determinazione a non lasciare le colline di Niyamgiri in occasione del loro festival annuale, svoltosi a febbraio. Il progetto era stato contrastato anche dai governi di Norvegia e Gran Bretagna, dalla Chiesa d&amp;#8217;Inghilterra e da molti altri enti, con l&amp;#8217;effetto di &lt;a href="http://www.survival.it/notizie/5576"&gt;indurre molti azionisti Vedanta a cedere le loro quote&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un momento in cui si dice che il governo centrale voglia &amp;#8220;annacquare&amp;#8221; i diritti tribali, questa sentenza sarà vista come un importante atto in difesa dei diritti dei Dongria e di tutti i popoli tribali dell&amp;#8217;India.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;La decisone del tribunale è un immenso sollievo&amp;#8221; ha commentato oggi il Direttore generale di &lt;a href="http://www.survival.it/"&gt;Survival International&lt;/a&gt; Stephen Corry. &amp;quot;E dimostra che società come la Vedanta non sono onnipotenti: condurre campagne a livello locale e internazionale funziona davvero. Le compagnie e i governi di tutto il mondo dovrebbero prestare attenzione e prendere nota &amp;#8211; la Vedanta ha imparato nel modo più duro che i tempi in cui il furto delle terre tribali restava impunito sono finiti. I Dongria hanno sempre detto &amp;#8220;no&amp;#8221; alla miniera di Vedanta, con costanza e passione. Speriamo che ora possano confermarlo per l&amp;#8217;ultima volta. È essenziale che siano protetti da molestie e intimidazioni in questo momento critico e che, una volta presa, la loro decisione sia rispettata da Vedanta e dal governo.&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SurvivalItaliano/~4/AhmbWJKV1b8" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 18 Apr 2013 17:45:00 +0100</pubDate>
      <link>http://feeds.survivalinternational.org/~r/SurvivalItaliano/~3/AhmbWJKV1b8/9170</link>
      <guid isPermaLink="false">http://www.survival.it/notizie/9170</guid>
    <feedburner:origLink>http://www.survival.it/notizie/9170</feedburner:origLink></item>
  </channel>
</rss>
