Brasile: massima onorificenza a Davi Yanomami

19 novembre 2015

Lo sciamano e portavoce yanomami Davi Kopenawa è stato insignito dell’Ordine al Merito Culturale del Brasile. © Fiona Watson/Survival

Questa pagina è stata creata nel 2015 e potrebbe contenere un linguaggio ormai obsoleto.

Davi Kopenawa, sciamano e portavoce yanomami dell’Amazzonia brasiliana, è stato insignito dell’Ordine al Merito Culturale del Brasile, una delle massime onorificenze del paese.

Durante la cerimonia di assegnazione, la Presidente Dilma Roussef si è congratulata con Davi per il suo contributo alla cultura brasiliana.

“Ho lottato per il diritto degli Yanomami alla loro foresta e alla loro cultura” ha dichiarato Davi. “Sono felice e orgoglioso di me stesso e dei non-Indiani che riconoscono il mio lavoro e la nostra lotta.”

Davi, soprannominato il “Dalai Lama della Foresta”, è stato in prima linea nella lotta della sua tribù per proteggere la foresta ancestrale da quando questa fu invasa da migliaia di cercatori d’oro illegale negli anni ‘80. Insieme a Survival International e alla Commissione Pro-Yanomami del Brasile, ha condotto una lunga campagna per proteggere il territorio del suo popolo, che portò alla creazione del territorio forestale indigeno più grande al mondo.

Davi è presidente di Hutukara – l’associazione Yanomami che ha fondato nel 2004 – e continua a lottare per la protezione della foresta della sua tribù. Di recente è stato minacciato di morte dai sicari armati al soldo dei minatori illegali.

Nel 2013, Davi ha pubblicato con grande successo il libro ‘The falling sky’ (La caduta del cielo). Questo straordinario racconto della vita di Davi e della sua visione della foresta, della distruzione della natura, del consumismo e di molto altro è stato scritto insieme all’amico antropologo Bruce Albert e pubblicato dalla Harvard University Press.

L’Ordine al Merito Culturale è stato anche conferito ai leader indigeni Ailton Krenak e Sonia Guajajara.

Ailton lotta instancabilmente per i diritti indigeni indigeni dagli anni ’80, quando intervenne davanti al Congresso e, con altri, riuscì a fare pressione affinchè la Costituzione del 1988 riconoscesse i diritti territoriali indigeni. Da allora ha fondato e preso parte a diverse organizzazioni indigene in Brasile.

Anche Sonia Guajajara ha ricevuto l’onorificenza. Sul palco con la Presidente Rousseff ha protestato contro una proposta di emendamento costituzionale che minaccia i popoli indigeni del Brasile. © Agência Brasil

Sul palco della cerimonia Sonia – coordinatrice dell’ Associazione dei Popoli Indigeni del Brasile – ha protestato contro la proposta di un emendamento costituzionale che potrebbe distruggere le tribù della nazione. La leader indigena ha guidato numerose manifestazioni e lanciato petizioni contro questa proposta. Se dovesse avere il via libera, ha spiegato Sonia, sarebbe “la fine delle demarcazioni e della protezione delle terre indigene in Brasile… Ma il movimento indigeno si sta rafforzando e continuneremo a lottare per i nostri diritti!”

Survival e i suoi sostenitori si sono mobilitati contro la proposta nota come ‘PEC 215’, che è stata descritta da un leader Guarani come “una bomba pronta ad esplodere, e se lo farà, metterà fine alla nostra esistenza.”

Nota:

- Invia una email per fermare il progetto di legge noto come PEC 215: www.survival.it/e-mail/no-pec215

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